Il gallo cedrone sta sparendo da una foresta del nord-est della Francia. Nella Pianura Padana, invece, i boschi resistono a scacchiera tra un campo coltivato e l’altro, curati da piccoli proprietari che quasi nessuno racconta. Tra questi due estremi si è mossa, al Nuovo Teatro Ateneo di Roma, la mattinata di documentari dedicata ai boschi nell’ambito di Cinema in Verde, il festival che fino a domenica propone alla città proiezioni, talk e incontri sul rapporto tra cinema e natura. A moderare l’incontro, il giornalista ambientale Enrico Nicosia.
A introdurre due lavori molto diversi tra loro, Ewa Hermanowicz, Senior Regional Communication Manager del Forest Stewardship Council (FSC), ed Alberto Pauletto, Communication Manager di FSC Italia. Nato agli inizi degli anni Novanta dopo il Summit della Terra di Rio, FSC certifica oggi la gestione sostenibile dei boschi tenendo insieme, ha spiegato Pauletto, “le tre anime che compongono la gestione delle foreste: quella sociale, quella ambientale e quella economica”.
Il primo titolo in programma, “Le chant des forêts” di Vincent Munier, 93 minuti, premiato quest’anno come miglior documentario e miglior suono ai César. Segue tre uomini di tre generazioni in una foresta francese, alla ricerca del gallo cedrone. Pauletto ne ha raccontato un dettaglio che dice più di una statistica: la scena in cui il nonno porta il nipote nel bosco e insieme arrostiscono dei marshmallow (i dolcetti gommosi americani) sul fuoco, “cosa che ha ben poco a che fare con la conservazione”, ha osservato sorridendo, eppure racconta bene “una dipendenza dell’uomo dal bosco molto forte, che va al di là dei prodotti che se ne ricavano”.
A seguire “Un racconto di tre foreste”, 14 minuti, prodotto dallo stesso FSC, scritto e diretto da Hermanowicz insieme ad Alberto Pauletto, attraversa tre boschi della Pianura Padana. Dietro la scelta narrativa c’è un termine che gli autori hanno deliberatamente evitato: “Le foreste ci forniscono tantissime cose, che tecnicamente chiamiamo servizi ecosistemici”, ha raccontato Hermanowicz, “però non è una parola molto utilizzata nel mondo reale, tra le persone. Volevamo dare un’idea di cosa sono questi servizi senza mai menzionarli esplicitamente: la biodiversità, il fatto che i boschi assorbono anidride carbonica, che generano acqua sotterranea, ma anche, più semplicemente, la possibilità di attraversarli”.
È stato però il confronto sui numeri, guidato da Nicosia, ad aprire la parte più scomoda della discussione. “In Italia la copertura forestale è aumentata, siamo arrivati a circa 11 milioni di ettari, un terzo del territorio nazionale”, ha ricordato il giornalista, “ma avere molto bosco non significa avere un bosco in buono stato di conservazione. Qual è la differenza tra espansione forestale e gestione forestale responsabile?”. La risposta di Pauletto ridimensiona quella che sembra una buona notizia: “Questa moltiplicazione delle aree forestali nel nostro Paese è frutto soprattutto di abbandono, non di buona gestione. Sono terreni agricoli pian piano ricolonizzati dalla vegetazione”. Un patrimonio che cresce senza essere governato, ha aggiunto, arriva alla crisi climaticagià indebolito: “Vediamo incendi di proporzioni sempre maggiori, in Friuli, in Piemonte, fenomeni che dal Mediterraneo si spostano sempre più a nord”, così come, in Romagna, “aree golenali abbandonate hanno fatto venire meno la funzione dei boschi nel contenere le piene”.
Dal pubblico è arrivata la domanda che forse pesa di più: osservare un albero tagliato resta un’immagine forte ma Pauletto spiega che non equivale a distruggere una foresta, se segue un piano di gestione previsto per legge: “Per ogni albero che viene tolto ce ne sono altri pronti a prendere il suo posto: è così che si mantiene l’equilibrio”.
Hermanowicz ha chiuso su questo stesso punto, chiedendo al pubblico un esercizio di metodo più che di fiducia: “Si può mantenere la foresta e tagliare gli alberi nello stesso tempo. Andate sempre a cercare le informazioni alla radice, non fidatevi di chi dipinge tutto come una tragedia: c’è tanta disinformazione su questo”.
