Per un intero fine settimana la Capitale cambia colonna sonora. Il 3 e 4 ottobre oltre cento pianoforti vengono disseminati da un capo all’altro della città – dalle piazze monumentali del centro alle periferie oltre il Grande Raccordo, fino a Ostia – per dare vita alla prima edizione romana di Piano City, il festival diffuso e gratuito nato a Berlino nel 2010 e già di casa, in Italia, a Milano e Palermo.
I numeri sono da grande evento: 48 ore di musica quasi ininterrotta, più di 200 concerti, centotrenta artisti e oltre novanta luoghi coinvolti, in tutti i municipi. Presentato in Campidoglio e affidato alla direzione artistica di Oscar Pizzo, il cartellone non conosce confini di genere: dallo studio d’autore all’improvvisazione jazz, dalla classica all’elettronica, l’unico filo comune restano gli 88 tasti.
I luoghi inattesi
Il festival scommette proprio sui luoghi inattesi: non gli auditorium, ma gli ospedali e le scuole di musica, le fermate del metrò e i centri commerciali, i ponti e i barconi ormeggiati sul Tevere. Il pianoforte va a cercare chi di solito non lo ascolta. C’è anche una sezione pensata per entrare nelle case dei romani: chi possiede un pianoforte e un salotto capiente può candidarsi a ospitare un piccolo concerto da camera per amici e vicini, con il festival che “provvede” al pianista.
Non è una scelta casuale per una città che con lo strumento ha un legame antico. Qui nacque Muzio Clementi (1752-1832), autore di quel Gradus ad Parnassum su cui si sono formate generazioni di allievi, sepolto poi a Westminster come “padre del pianoforte”. Da allora Roma ha ispirato pagine celebri e non ha mai smesso di essere terra di pianisti.
I protagonisti
Il programma alterna nomi internazionali e appuntamenti a sorpresa. Si comincia il 3 ottobre alle 15 all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, con giovani interpreti impegnati in un repertorio da Mozart a Debussy. In serata Cesare Picco porta al Pantheon l’anteprima del suo nuovo lavoro, mentre a piazza di Spagna arriva il flamenco. Il giorno dopo l’alba al Pincio è affidata al pianoforte, Casa Alberto Sordi rende omaggio a Ennio Morricone e il Ponte della Musica si trasforma in una milonga di tango argentino. Gran finale in piazza del Campidoglio con Leonora Armellini, Gilda Buttà e Rita Marcotulli.
Tra gli altri protagonisti Gile Bae, Andrea Lucchesini, Ramon Valle e Filippo Gamba, in luoghi simbolo come il Teatro dell’Opera e il Maxxi. L’ingresso è libero a tutti gli appuntamenti; il programma completo è sul sito pianocity.it.
