24 Luglio 2026
/ 24.07.2026

Astana: da capitale del gelo ai 39 gradi sfiorati

La capitale kazaka, famosa per i suoi inverni sotto i -30 °C e per un record storico di -51,6 °C, ha registrato il 14 luglio più caldo degli ultimi 34 anni

Astana è una città che vive di estremi climatici. Per decenni il suo nome è stato associato soprattutto al freddo: inverni lunghi, vento dalla steppa e temperature capaci di scendere a livelli che la rendono una delle capitali più fredde del mondo. Oggi, però, la capitale del Kazakistan entra nelle cronache meteorologiche per il motivo opposto.

Il 14 luglio 2026 Astana ha raggiunto 38,6 °C, stabilendo il record di temperatura più alta mai registrata per quella data negli ultimi 34 anni. Il dato, diffuso dal servizio meteorologico nazionale Kazhydromet e riportato dall’agenzia di stampa Qazinform, ha superato di 3,3 gradi il precedente primato del 1992, quando il termometro si era fermato a 35,3 °C.

Un valore che assume un significato particolare proprio per il luogo in cui è stato registrato.

Una delle capitali più fredde del Pianeta

La fama di Astana come città del gelo nasce dal suo clima continentale estremo. Situata nel nord del Kazakistan, lontana dall’influenza mitigatrice degli oceani, la capitale presenta forti escursioni termiche tra inverno ed estate.

La temperatura media annuale è di circa 4 °C. Gennaio, il mese più freddo, registra una media intorno ai -14,5 °C, mentre durante l’inverno non sono rare giornate con valori inferiori ai -30 °C. Il record minimo storico risale al 5 gennaio 1893, quando la temperatura scese fino a -51,6 °C.

Anche l’estate, però, può essere caratterizzata da episodi estremi. Il record assoluto di caldo della città è di 41,6 °C, registrato nel luglio 1936. La differenza è che oggi le temperature elevate stanno diventando più frequenti e interessano periodi sempre più lunghi.

Il Kazakistan alle prese con una nuova stagione del caldo

L’ondata che ha coinvolto Astana è stata parte di un episodio più ampio. Nel sud e nel sud-est del Kazakistan le temperature hanno raggiunto valori fino a 46 °C, mentre diverse regioni del Paese hanno dovuto affrontare condizioni favorevoli alla siccità e agli incendi.

Secondo Kazhydromet, il 2025 è stato l’anno più caldo mai registrato in Kazakistan, con una temperatura media superiore di quasi 3 °C rispetto alla norma climatica. L’Asia centrale, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, è una delle regioni dove il riscaldamento procede più rapidamente della media globale, anche per la sua posizione geografica interna.

Il caldo entra nell’emergenza sanitaria

L’aumento delle temperature estreme ha conseguenze dirette sulla salute pubblica. Secondo l’UNICEF, circa il 75% del territorio del Kazakistan è esposto a rischi climatici con possibili effetti sulla popolazione.

Il Paese dispone di sistemi di allerta per le ondate di calore, ma non ha ancora un Piano nazionale per la salute legato al caldo pienamente allineato alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, ha spiegato a Euronews che Kazakistan e Uzbekistan sono tra i Paesi dell’Asia centrale più esposti all’aumento della mortalità legata alle ondate di calore. Secondo l’OMS, gli Stati che hanno introdotto piani specifici contro il caldo hanno ridotto di circa il 25% i decessi in eccesso durante gli episodi estremi.

Acqua e agricoltura, il secondo fronte della crisi

Il problema non riguarda soltanto le città. Il Kazakistan è uno dei principali produttori mondiali di grano e il caldo prolungato, insieme alla scarsità d’acqua, rappresenta una minaccia per coltivazioni e pascoli.

Inoltre, secondo Saulet Sakenov, analista climatico dell’UNDP in Kazakistan, i ghiacciai del Paese hanno già perso tra il 14% e il 30% della loro massa dal 1950. La riduzione delle riserve glaciali potrebbe avere conseguenze sui principali bacini idrici dell’Asia centrale.

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