Siamo abituati a immaginare la Roma antica come un mondo di marmo bianco. Non era così: templi, ritratti e arredi brillavano di rossi, gialli, neri e verdi, ricavati dalle pietre più preziose che l’impero sapeva far arrivare da ogni provincia. È questa Roma a colori la protagonista della mostra che l’Antiquarium di Villa Albani Torlonia inaugura il 18 settembre.
Un museo gratuito che cresce
Nato nel 2024, l’Antiquarium raddoppia gli ambienti e apre al pubblico un’ala restaurata nelle antiche Scuderie della villa. L’ingresso resta libero: si entra da via Salaria 96, dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 13. È una delle poche occasioni per vedere da vicino, e senza biglietto, pezzi della raccolta privata di scultura antica più celebre al mondo.
Il colore che torna
Il percorso, intitolato “Marmora Romana” e curato da Carlo Gasparri, mette in fila 44 opere tra busti, capitelli, elementi architettonici e sculture. Il cuore è il recupero cromatico: 20 marmi hanno riconquistato le tinte originarie (15sono usciti da poco dai laboratori della Fondazione Torlonia). Insieme raccontano quanto fosse ricca e sofisticata la scelta delle pietre negli interni romani, dall’antichità fino agli interventi dei secoli successivi.
Le pietre che parlano
Basta osservare i singoli pezzi per capire. Un giovane Marco Aurelio indossa un mantello rosso bruno sopra la lorica grigio metallo; un ritratto femminile è avvolto in una tunica color avana quasi trasparente. Poco distante il busto di Iside è di un nero profondo, con i capelli picchiettati di bianco, mentre una testa di leone conserva il giallo caldo di muso e criniera. Chiude un tavolo rotondo di un rosso tenue, retto da un Tritone dal colore del piombo.
Nel segno di Gnoli
L’esposizione cade nel decimo anniversario della Fondazione Torlonia, voluta dal principe Alessandro Torlonia, ed è dedicata a Raniero Gnoli, studioso e collezionista di marmi antichi scomparso lo scorso anno a 92 anni. A rendere possibile il restauro sono stati il sostegno della Fondazione Bulgari e, sul fronte della ricerca, lo studio legale Chiomenti. Fa il resto la cornice – una delle dimore cardinalizie più raffinate del Settecento, cerniera tra Barocco e Neoclassicismo – dove tre secoli fa passava il Grand Tour.
