5 Novembre 2026
/ 5.11.2026

“Doppia materialità”: due direzioni nella norma, una nell’applicazione

Il principio è giusto, ma l’applicazione incerta. Sulla rendicontazione finanziaria ci sono squadre di tecnici che lavorano da tempo. La rilevanza d’impatto (inside-out) richiede invece di misurare cosa fa l’impresa all’ambiente e alla società. Questa è la direzione nuova e meno sperimentata

La Direttiva UE 2022/2464 (CSRD), recepita in Italia con il decreto legislativo 125/2024, obbliga le grandi imprese a rendicontare lungo due direzioni distinte: come le questioni di sostenibilità influiscono sull’andamento economico dell’impresa (rilevanza finanziaria, o outside-in) e come le attività dell’impresa impattano sull’ambiente e sulla società (rilevanza d’impatto, o inside-out). La parola “doppia” nel nome descrive questo obbligo di bidirezionalità. Un rapporto dell’EFRAG basato su interviste con 28 grandi imprese europee documenta che la valutazione della doppia materialità è tra gli aspetti dell’implementazione che le imprese trovano più difficili. La direzione inside-out, nuova per la maggior parte dei sistemi di reporting aziendali, è quella su cui la preparazione è meno avanzata.

La doppia materialità (nel lessico del decreto italiano: “doppia rilevanza”) non è la somma di due rendicontazioni parallele. È un principio metodologico: le imprese devono identificare i temi materiali conducendo un’analisi che consideri simultaneamente entrambe le prospettive. Un rischio climatico può essere materiale finanziariamente (se aumenta i costi assicurativi o minaccia asset fisici), materiale per impatto (se le emissioni dell’impresa contribuiscono al cambiamento climatico), o entrambe le cose. La CSRD richiede che l’analisi copra entrambe le direzioni con pari rigore metodologico. Il risultato di questa analisi determina quali informazioni l’impresa deve rendicontare secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

Il punto di asimmetria è la familiarità dei sistemi aziendali con ciascuna delle due direzioni. La rilevanza finanziaria (outside-in) si sovrappone per struttura ai sistemi di gestione del rischio già in uso nelle grandi imprese: identifica minacce e opportunità esterne che possono influenzare la performance economica. I team di risk management, le funzioni legale e di compliance la conoscono perché è la logica delle dichiarazioni di rischio nei bilanci finanziari. La rilevanza d’impatto (inside-out) richiede invece di misurare cosa fa l’impresa all’ambiente e alla società: identificare e quantificare gli effetti negativi e positivi delle attività aziendali sulla catena del valore, sulle comunità locali, sugli ecosistemi. Questa è la direzione nuova. La “doppia” promette un equilibrio. La familiarità dei sistemi esistenti non lo garantisce.

Una conversazione si dice bidirezionale quando entrambe le parti parlano e ascoltano. Se uno degli interlocutori domina perché è più abituato a prendere parola, la conversazione rimane formalmente bidirezionale ma sostanzialmente asimmetrica. Qualificarla come “doppia” descrive la struttura della norma, non l’equilibrio dell’esito.

La CSRD introduce la doppia materialità come requisito metodologico obbligatorio attraverso gli ESRS, in particolare l’ESRS 1. Gli ESRS specificano che il processo di valutazione della doppia materialità deve coinvolgere i portatori di interesse e documentare il metodo per identificare i temi materiali. L’EFRAG, che ha redatto gli standard, ha pubblicato guidance di implementazione non vincolante sulla conduzione dell’analisi. La CSRD si applica in Italia a partire dall’esercizio 2024 per gli enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti, con il primo bilancio di sostenibilità pubblicato nel 2025. A seguito della Direttiva UE 2025/794 (“Stop the Clock”), recepita in Italia con la Legge 118/2025, le scadenze per le grandi imprese non quotate (Wave 2) e per le PMI quotate (Wave 3) sono state posticipate rispettivamente all’esercizio 2027 e al 2028. Per le imprese della prima ondata, il 2024 è stato il primo anno di applicazione effettiva.

I primi bilanci CSRD delle imprese italiane quotate su Euronext Milan, analizzati da Deloitte su un campione di 85 società (81% della capitalizzazione complessiva) per l’esercizio 2024, mostrano come le imprese stiano applicando la doppia materialità in un quadro normativo ancora in evoluzione. Nella comunicazione pubblica che accompagna questi bilanci, il termine “doppia materialità” viene spesso usato come garanzia che l’analisi di sostenibilità sia completa e bilanciata. Non dice nulla sulla proporzione dell’attenzione dedicata a ciascuna delle due direzioni, né su quale delle due abbia guidato la scelta dei temi materiali da rendicontare.

Va riconosciuto che la difficoltà di implementare la rilevanza d’impatto non è una lacuna strutturale permanente: è un problema di transizione. Le imprese che per la prima volta costruiscono processi di stakeholder engagement e sistemi di misurazione degli impatti partono da zero su quella direzione, mentre hanno anni di esperienza sulla gestione del rischio finanziario. L’asimmetria tende a ridursi con la maturazione dei sistemi. Il problema documentato non è che le imprese non abbiano intenzione di fare la doppia materialità: è che il termine, nella comunicazione pubblica e nei comunicati che accompagnano la rendicontazione, viene usato come descrizione del processo senza che la distribuzione dell’attenzione tra le due direzioni sia verificabile dall’esterno.

Questa rubrica esplora le parole del clima il cui significato tecnico diverge dalla percezione comune. “Doppia materialità” aggiunge un meccanismo nuovo: non una parola che perde precisione nel passaggio al linguaggio comune, ma un obbligo normativo bidirezionale esplicito che nella pratica applicativa è soggetto a una pressione di asimmetria strutturale, perché una delle due direzioni si sovrappone a sistemi già esistenti e l’altra richiede di costruirne di nuovi. Il termine “doppia” descrive la norma. Non descrive l’equilibrio dell’applicazione.

La prossima volta che leggete che un’impresa ha condotto un’analisi di doppia materialità, la domanda da farsi è una: quale delle due direzioni ha guidato la selezione dei temi materiali da rendicontare? La rilevanza finanziaria (come la sostenibilità influisce sui risultati dell’impresa) o la rilevanza d’impatto (come l’impresa influisce sull’ambiente e sulla società)? Le due domande possono dare risposte diverse sugli stessi temi. Sapere quale ha avuto più peso cambia il modo in cui si legge il bilancio.

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