A New York ci sono imbarcazioni che, aumentando la velocità, si sollevano dall’acqua e proseguono la navigazione sospese a circa mezzo metro dalla superficie. Sono aliscafi completamente elettrici, una tecnologia che potrebbe cambiare il trasporto passeggeri nelle città attraversate da fiumi, baie e canali.
A raccontarne il funzionamento è un reportage del Guardian, realizzato da Ben Tracy di Climate Central, organizzazione indipendente che si occupa di cambiamenti climatici. Negli Stati Uniti, dove i traghetti funzionano ancora prevalentemente con combustibili fossili, diverse aziende stanno sperimentando soluzioni per ridurre consumi ed emissioni.
Come funzionano i traghetti che si sollevano dall’acqua
La tecnologia sviluppata dall’azienda Vessev sfrutta particolari ali sommerse, chiamate hydrofoil, che sollevano lo scafo durante la navigazione. In questo modo diminuisce la superficie a contatto con l’acqua e, di conseguenza, l’energia necessaria per avanzare. Secondo Vessev, il sistema riduce la resistenza all’avanzamento di circa il 66%, permettendo di utilizzare batterie più piccole e leggere.
L’azienda gestisce già servizi passeggeri in Nuova Zelanda, si sta espandendo in Australia e prevede di inaugurare il primo collegamento statunitense sul lago Tahoe.
La tecnologia è già arrivata anche in Europa. A Stoccolma circolano aliscafi elettrici prodotti dalla svedese Candela, che dichiara consumi energetici inferiori fino all’80% rispetto a imbarcazioni convenzionali comparabili. La Norvegia ne ha ordinati altri venti per i collegamenti costieri.
San Francisco investe mezzo miliardo di dollari
Il cambiamento riguarda anche le flotte tradizionali. A San Francisco, il principale operatore di traghetti trasporta circa 3,5 milioni di passeggeri all’anno, utilizzando 18 imbarcazioni alimentate a diesel.
Nei prossimi due anni è previsto l’arrivo di quattro traghetti completamente elettrici, nell’ambito di un programma di ammodernamento da circa 500 milioni di dollari, comprensivo delle infrastrutture portuali di ricarica.
Le nuove unità non utilizzeranno la tecnologia degli aliscafi, ma saranno progettate per navigare ad alta velocità. Secondo l’agenzia di trasporto, si tratterebbe del primo servizio statunitense di questo tipo interamente alimentato a batterie.
Meno emissioni, ma restano i costi
Il principale ostacolo alla diffusione dei traghetti elettrici riguarda l’autonomia. Le batterie pesano, occupano spazio e devono garantire numerose traversate quotidiane. Occorrono inoltre sistemi di ricarica sufficientemente potenti per rifornire le imbarcazioni durante le soste ai terminal.
Anche l’investimento iniziale è elevato. Nel lungo periodo, tuttavia, i minori consumi energetici e le spese di manutenzione più contenute potrebbero compensare i costi di acquisto.
“Si effettua un investimento iniziale, poi si risparmia nel tempo e alla fine si avranno costi inferiori a lungo termine”, spiega al quotidiano inglese Seamus Murphy, responsabile dell’agenzia di San Francisco.
La sostituzione dei motori diesel consentirebbe inoltre di eliminare le emissioni allo scarico durante la navigazione, migliorando la qualità dell’aria nelle aree portuali. Il beneficio climatico complessivo dipenderà anche dalle fonti utilizzate per produrre l’elettricità. Resta decisiva la scelta delle rotte: distanze brevi, collegamenti frequenti e possibilità di ricarica nei porti sono le condizioni più favorevoli per rendere competitivo il trasporto marittimo elettrico.
