9 Aprile 2026
/ 9.04.2026

Il futuro viaggia in bus

Nicola Biscotti, presidente dell’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori: “Tagliare emissioni e traffico? La risposta è spostare passeggeri dall’auto al trasporto collettivo”

Ridurre smog e congestione stradale senza bloccare la mobilità è la sfida che attraversa città e infrastrutture italiane. In questo scenario, l’autobus si candida a leva immediata e scalabile, capace di togliere decine di auto dalla strada e abbattere le emissioni per passeggero. Nicola Biscotti, presidente ANAV – l’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori –, traccia la rotta del settore: rinnovo delle flotte, neutralità tecnologica, più sicurezza e nuovi hub intermodali come quello di Fiumicino.

Il settore dell’autotrasporto viaggiatori è al centro della transizione ecologica. Quali sono le strategie principali che ANAV sta promuovendo tra i suoi associati per ridurre l’impatto ambientale e favorire una mobilità sempre più sostenibile?

La nostra visione è chiara: l’autobus non è parte del problema, ma la soluzione primaria per la mobilità sostenibile. A supporto di ciò, citiamo spesso i dati scientifici: uno studio del Politecnico di Milano ha certificato che l’autobus è responsabile solo dello 0,7% delle emissioni totali di gas serra prodotte dal settore trasporti. È una quota infinitesimale se pensiamo al volume di persone trasportate. La strategia di ANAV poggia quindi su tre pilastri. Primo, il rinnovo del parco circolante; chiediamo risorse certe per sostituire i mezzi più vecchi con autobus di ultima generazione. Secondo, sosteniamo con forza il principio della neutralità tecnologica: è necessario puntare sui biocarburanti come l’HVO e su soluzioni ibride. Infine, il vero salto di qualità avverrà con lo shift modale: incentivare il passaggio dall’auto privata al bus è la chiave. Uno studio dimostra che un solo autobus può togliere dalla strada fino a 30-40 auto, riducendo drasticamente le emissioni per passeggero e decongestionando le nostre città. Se come Paese riuscissimo infatti a realizzare l’obiettivo di shift modale del 10% previsto dal PNRR avremmo una riduzione delle emissioni totali di gas serra dell’1,7% in Italia.

In che modo l’Associazione sta investendo in termini di formazione dei conducenti e adozione di nuove tecnologie a bordo dei mezzi per garantire i massimi standard di sicurezza stradale?

Per noi la sicurezza è un pre-requisito non negoziabile. Le nostre aziende associate stanno investendo massicciamente nella formazione continua dei conducenti, che oggi non sono più solo autisti, ma gestori di sistemi tecnologici complessi. Un esempio concreto del nostro impegno è la campagna ‘Sicurezza 10 e lode’, con la quale promuoviamo la cultura della sicurezza stradale e la consapevolezza dell’importanza di affidarsi a imprese professionali e certificate, specialmente nel trasporto scolastico. Parallelamente, attraverso l’iniziativa ‘Vaicolbus’, puntiamo a valorizzare l’autobus come il mezzo più sicuro e affidabile per viaggiare. In sintesi, promuovere l’utilizzo dell’autobus è una delle migliori misure di sicurezza stradale, in quanto è un mezzo 20 volte più sicuro dell’auto. Un trasferimento del 10% dal traffico privato a quello pubblico comporterebbe quindi anche una riduzione del 7% di decessi per incidenti stradali, pari a oltre 200 persone ogni anno.

Recentemente si è parlato di un importante progetto con ADR riguardante le infrastrutture aeroportuali. In cosa consiste questa collaborazione e quali benefici porterà alla gestione dei flussi dei viaggiatori?

La collaborazione con Aeroporti di Roma è un esempio virtuoso di come la logistica possa trasformarsi in un servizio di eccellenza. Il cuore del progetto è la creazione di un nuovo Polo Bus integrato presso lo scalo di Fiumicino. Si tratta di un’area interamente dedicata ai bus di linea e ai servizi turistici, pensata per eliminare la frammentazione dei flussi. Il beneficio è immediato: i viaggiatori potranno godere di una connessione ‘seamless’ (senza interruzioni) tra il terminal aereo e il bus, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’accessibilità complessiva dell’aeroporto, che diventa così un vero hub intermodale di livello europeo.

Entrando nel dettaglio del progetto con ADR, cosa prevedono le nuove soluzioni per gli stalli dei bus turistici in termini di efficienza logistica e accoglienza dei passeggeri presso gli scali?

Questo è un progetto realizzato interamente da Aeroporti di Roma, un investimento che come ANAV salutiamo con grande entusiasmo. Sono anni, infatti, che chiediamo a gran voce interventi di questo tipo; era necessario investire in infrastrutture moderne per colmare finalmente il gap che ci separava dagli altri grandi scali europei. Le soluzioni previste sono all’avanguardia: avremo stalli numerati e monitorati digitalmente, che permetteranno alle aziende di pianificare arrivi e partenze con estrema precisione, eliminando le congestioni del passato. Ma non è solo logistica: abbiamo puntato sul comfort, con aree di attesa protette e flussi pedonali ottimizzati verso i gate. L’obiettivo, che condividiamo pienamente con ADR, è garantire al passeggero del bus la stessa dignità e qualità di servizio di chi viaggia in treno o in aereo, trasformando l’autostazione in un biglietto da visita dell’accoglienza italiana.

Considerando le sfide attuali, dal rinnovo delle flotte alla digitalizzazione dei servizi, quale messaggio vuole lanciare agli operatori del settore per coniugare lo sviluppo economico con le crescenti esigenze di sostenibilità sociale e ambientale?

Il mio messaggio è un invito al coraggio e alla coesione. Stiamo affrontando una fase di trasformazione epocale. Agli operatori dico che la sostenibilità non deve essere vista come un costo, ma come il nostro principale asset competitivo. Per coniugare crescita ed ecologia, però, serve equilibrio: non possiamo permettere che la transizione ambientale diventi un peso insostenibile per i bilanci aziendali. Continueremo a dialogare con il Governo per ottenere incentivi strutturali, come il fondo triennale che abbiamo richiesto per il rinnovo delle flotte. Insieme possiamo dimostrare che l’autotrasporto viaggiatori è il motore di un’Italia più moderna, connessa e, soprattutto, verde.

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