10 Aprile 2026
/ 10.04.2026

Comuni sostenibili: la rete si allarga

I Comuni sostenibili sono diventati 182. Presentata Arenula, la nuova piattaforma digitale che permette di raccogliere, aggiornare e conservare i dati di sostenibilità dei territori in modo sistematico

Nella cornice del Museo dell’Ara Pacis si è tenuta la quarta edizione dell’Assemblea nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili. Un appuntamento di lavoro concreto: bilanci, strumenti nuovi, riconoscimenti, e uno sguardo già proiettato verso gli obiettivi futuri. La Rete conta oggi 182 enti locali diffusi in 12 regioni: oltre il 60% sono Comuni con meno di 15.000 abitanti. Un dato che racconta molto: la sostenibilità non è affare solo delle grandi città.

Da quando è nata, la Rete si è posta un obiettivo ambizioso e pragmatico insieme: rendere misurabile la sostenibilità. Perché senza dati, senza indicatori, senza rapporti annuali verificabili, le politiche pubbliche rischiano di restare buone intenzioni. Ed è proprio su questo punto che l’assemblea ha segnato un passaggio importante.

Arenula: la piattaforma che trasforma i dati in politica

Il momento più atteso dell’assemblea è stata la presentazione di Arenula, la nuova piattaforma digitale a uso esclusivo degli enti aderenti alla Rete. Il nome è quello di una storica via romana — dove da questa primavera ha sede l’associazione — e lo strumento è pensato per fare quello che finora era difficile: raccogliere, aggiornare e conservare i dati di sostenibilità dei territori in modo sistematico.

Con Arenula, i Comuni potranno inserire e monitorare gli indicatori di sostenibilità nel tempo, conservare i propri Rapporti di sostenibilità annuali e dialogare direttamente con la Rete. Ma non solo: la piattaforma è pensata anche per partecipare a bandi e forme di finanziamento, ampliando così le possibilità concrete di azione per gli enti locali. Valerio Lucciarini De Vincenzi, copresidente della Rete, ha spiegato che la piattaforma consente di applicare il progetto della Rete potenzialmente a tutti gli enti locali italiani.

Le Bandiere Sostenibili

Uno degli elementi più concreti del modello della Rete è il sistema delle Bandiere Sostenibili: riconoscimenti assegnati agli enti locali che nell’ultimo anno hanno effettuato il monitoraggio della propria sostenibilità e redatto il relativo Rapporto. Non premi onorari, ma attestazioni di processo: vinci la bandiera se hai fatto il lavoro di misurazione, non se hai solo dichiarato buone intenzioni.

Nel 2026 le Bandiere assegnate sono state 92, rispetto alle 68 dell’anno precedente. Un aumento del 35% che dice molto sulla capacità della Rete di crescere e di portare con sé un numero sempre maggiore di amministrazioni locali. A questo si aggiungono le Menzioni Speciali, assegnate in collaborazione con partner come ASviS, Foodinsider e la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Quest’anno sono stati premiati Comuni come Capannori, Piacenza, Ancona, Lecce, Pesaro e Varese, per buone pratiche in aree diverse: sviluppo sostenibile, alimentazione consapevole, riduzione dei rifiuti.

I giovani entrano nella governance

L’assemblea di quest’anno ha portato anche una novità strutturale: il Coordinamento nazionale dei giovani under 36 della Rete. Un soggetto con un ruolo riconosciuto all’interno dell’associazione. Il tema si intreccia con quello della Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG) nei Comuni: uno strumento che cerca di rispondere a una domanda semplice quanto urgente — le politiche pubbliche che approviamo oggi, che impatto avranno sulle generazioni che verranno? Giovani amministratori da tutta Italia si sono confrontati su questo punto, portando esperienze concrete dai propri territori.

Verso la prima regione sostenibile d’Italia

Tra gli obiettivi dichiarati per i prossimi mesi, la presidente Benedetta Squittieri ha indicato due sfide precise: aumentare il numero degli aderenti e — ambizione più grande — coinvolgere un’intera regione, per lavorare al riconoscimento della prima regione sostenibile in Italia. Un traguardo che richiederebbe un cambio di scala notevole, ma che il lancio di Arenula rende tecnicamente più accessibile.

Sul fronte delle città a impatto climatico zero, Lucciarini De Vincenzi ha chiarito la direzione: dopo un’esperienza costruita con nove grandi città, l’obiettivo è allargare anche alle città medie e ai piccoli comuni. Perché ovunque — ha sottolineato — è possibile agire, a prescindere dalla dimensione.

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, presente all’assemblea, ha usato parole nette: la Rete dei Comuni Sostenibili può contribuire a realizzare un cambiamento epocale. Non è retorica. È la scommessa di chi crede che il cambiamento non parta dai grandi palcoscenici internazionali, ma dai consigli comunali, dalle piazze, dai bilanci degli enti locali.

“Nel percorso di rigenerazione urbana sarà sempre più importante la collaborazione tra gli enti locali e le aziende; così come sarà altrettanto proficuo il coinvolgimento degli altri stakeholder. Insieme quindi, per costruire comunità smart, sostenibili e più a misura d’uomo. Terravision è pronta a fare la sua parte nello sviluppo di una mobilità green, in coerenza con gli obiettivi dettati dall’Agenda 2030“, ha aggiunto Giovanni Fabi, presidente di Terravision Electric.

CONDIVIDI

Continua a leggere