L’Europa entra nella terza ondata di calore dell’anno e stavolta l’allarme arriva direttamente dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il direttore regionale per l’Europa, Hans Henri Kluge, ha spiegato che “la prossima ondata di calore si sta già formando sull’Atlantico” e che per la regione europea potrebbero esserci ancora “settimane letali”. Le previsioni indicano fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna, mentre Francia e Benelux si preparano a una nuova fiammata e alcune aree dell’Asia centrale soffocano già a quota 40.
L’Italia nella morsa dell’anticiclone
Il nostro Paese non fa eccezione. Da mercoledì 8 luglio l’anticiclone subtropicale si è rafforzato, spingendo i termometri fino a 38-39 gradi al nord e in pianura Padana, con notti tropicali sopra i 25 gradi. Da giovedì il cuore dell’ondata scivola verso il Centro-Sud e la Sardegna, che nel fine settimana potrebbe diventare una delle zone più roventi del continente, con punte oltre i 40 gradi.
Il bollettino del ministero della Salute fotografa l’escalation: dieci bollini arancioni – il livello che segnala il rischio per le persone più fragili – su 27 città monitorate, e un bollino rosso a Firenze, dove il Comune prevede temperature percepite fino a 37 gradi. Secondo i meteorologi, il picco più intenso è atteso tra il 15 e il 20 luglio, quando una nuova pulsazione africana potrebbe rendere questa l’ondata più dura dell’estate 2026.
Un continente che ribolle
Il quadro europeo non è meno preoccupante. In Spagna l’agenzia meteorologica statale ha registrato 44 gradi in Aragona, Catalogna e Comunità Valenciana, con oltre 42 gradi in diverse città dell’Andalusia. In Francia, dove nell’ondata precedente l’allerta arancione aveva riguardato 72 dipartimenti, le piattaforme di consegna a domicilio hanno introdotto pause obbligatorie per i rider nelle ore più calde.
Il modello europeo Ecmwf prevede una cupola di calore sul continente almeno fino al 14 luglio, sostenuta da un anticiclone a Omega, una configurazione di alta pressione particolarmente stabile e persistente. Intanto il Mediterraneo ha chiuso giugno con temperature superficiali fino a 2,6 gradi sopra la media, un valore senza precedenti per il periodo, che carica di energia l’atmosfera e prolunga l’afa notturna.
Non è solo meteo
Dietro la cronaca c’è una tendenza di fondo. In Emilia-Romagna, dove giugno 2026 è risultato il secondo più caldo mai registrato dopo quello del 2003, l’agenzia regionale per l’ambiente ricorda che prima del Duemila le giornate con massime diffusamente sopra i 35 gradi erano in media una all’anno: negli ultimi quattro anni sono diventate tredici. Questo caldo estremo, insomma, è figlio della crisi climatica e colpisce in modo diseguale: soprattutto anziani, malati cronici, chi lavora all’aperto e chi non può permettersi di raffrescare la propria casa. Una “povertà da raffrescamento” che le associazioni di assistenza vedono crescere ogni estate.
Per questo l’appello dell’Oms non riguarda solo i prossimi giorni: chiede ai Paesi europei piani strutturali contro il caldo, perché le “settimane letali” rischiano di diventare la normalità delle nostre estati.
