Un condizionatore naturale, senza motori né consumo di elettricità. È l’idea che potrebbe presto prendere forma a Roma, in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, dove il Campidoglio sta valutando l’installazione di un “albero bioclimatico“: una struttura in grado di abbassare la temperatura di circa 10 gradi rispetto alle aree vicine, sfruttando soltanto l’evaporazione dell’acqua.
Il meccanismo si chiama raffrescamento adiabatico e si basa su un principio fisico: quando l’acqua evapora, sottrae calore all’aria. Al centro della struttura c’è un cilindro in laterizio riciclato mantenuto costantemente umido; l’aria calda che lo attraversa cede calore all’acqua in evaporazione e viene poi sospinta verso il basso, più fresca, sulla piazza. Un’intuizione che affonda le radici nell’antico Egitto, dove nei palazzi si aprivano in alto strette feritoie: l’aria calda entrava e, scendendo, si raffreddava.
Un dono per il Giubileo
L’opera porta la firma di Wittfrida Mitterer, direttrice del master in bioarchitettura della Lumsa Master School, con l’ingegneria climatica curata da Transsolar e la parte architettonica affidata allo studio tedesco Haas Cook Zemmrich di Stoccarda. Il progetto era stato donato al Campidoglio dall’ateneo in occasione del Giubileo e pensato inizialmente per piazza San Pietro, prima di essere spostato a piazza dei Cinquecento. La torre, alimentata da pannelli fotovoltaici che muovono il ricircolo dell’acqua e l’illuminazione, è realizzata con bambù a chilometro zero e una copertura verde che assicura ombra.
La scelta del luogo non è casuale. Dopo la riqualificazione, la piazza è rimasta un’ampia distesa pavimentata quasi priva di alberi, esposta al sole e trasformata in una vera isola di calore, con temperature al suolo che d’estate superano i 50 gradi. L’albero bioclimatico servirebbe così a compensare il verde previsto dal progetto originario e mai messo a dimora. L’assessora all’ambiente del Comune, Sabrina Alfonsi, ha parlato di un progetto “innovativo e accattivante”, spiegando che sono in corso gli approfondimenti tecnici ed economici per sostenerne il costo, stimato attorno ai 500 mila euro.
Un’installazione dal valore anche simbolico. Come ha ricordato il presidente dell’ordine degli architetti di Roma e provincia, Christian Rocchi, soluzioni di questo tipo dimostrano quanto la tecnologia sia ormai indispensabile per la sostenibilità delle città. In attesa delle verifiche del Campidoglio, Roma guarda a un piccolo esperimento di resilienza climatica nel cuore del suo principale nodo dei trasporti.
