Il nuovo bollettino del Copernicus Climate Change Service, realizzato dall’ECMWF nell’ambito del programma europeo di osservazione della Terra, certifica che giugno 2026 è stato il mese di giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale.
La temperatura media globale ha raggiunto 16,54 °C, cioè 1,39 °C sopra i livelli preindustriali. Ma è il Vecchio Continente a mostrare l’incremento più preoccupante: l’Europa occidentale ha registrato una temperatura media di 20,74 °C, oltre 3 gradi sopra la media 1991-2020, superando il precedente record stabilito appena un anno fa.
Un continente sotto la cupola di calore
Paesi come Francia, Germania, Spagna e Italia hanno vissuto un mese con anomalie comprese fra 3 e 5 gradi rispetto alla norma climatica. Questi Stati hanno registrato record mensili e, in alcuni casi, assoluti delle temperature massime.
Il dato più significativo è però la continuità del fenomeno: otto dei nove mesi di giugno più caldi mai registrati in Europa appartengono al periodo successivo al 2019. Non si tratta quindi di un episodio isolato, ma di una tendenza ormai evidente.
“Giugno 2026 ha sottolineato quanto profondamente stia cambiando il clima”,ha dichiarato Samantha Burgess, Strategic Lead for Climate dell’ECMWF. “L’Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo mai osservato e l’oceano globale continua ad accumulare calore. Il risultato sono ondate di caldo sempre più intense e rischi crescenti per persone, ecosistemi e infrastrutture”.
L’Italia vicino ai record
Secondo i dati ERA5-Land di Copernicus, l’Italia ha chiuso giugno con una temperatura media di 22,71 °C, pari a +3,27 °C rispetto alla media 1991-2020. È il quarto giugno più caldo dal 1950, preceduto solo dal 2025, dal 2003 e dal 2022.
Il Nord è stata l’area più colpita, con anomalie superiori a 3,5 °C e picchi oltre i 5 °C in alcune zone del Piemonte. L’ondata di calore si è concentrata soprattutto nella seconda metà del mese, accompagnata da notti tropicali sempre più frequenti e da un deficit di precipitazioni del 31% rispetto alla media.
Il Mediterraneo si scalda
Non è solo l’aria a preoccupare. Copernicus segnala che la temperatura media della superficie degli oceani, escluse le aree polari, ha raggiunto 20,86 °C, il valore più alto mai osservato per un mese di giugno.Nel Mediterraneo occidentale alcune aree del Mar Ligure, del Tirreno e del Golfo del Leone hanno registrato acque fino a 6 gradi sopra la media. Per i mari italiani l’anomalia mensile è stata di +2,39 °C, seconda solo allo storico giugno del 2003.
Dalla meteorologia alla politica
Il problema non è più soltanto il record del giorno. I dati mostrano che sta cambiando il clima di riferimento sul quale sono state progettate città, infrastrutture, reti elettriche e sistemi sanitari.
Secondo World Weather Attribution, ondate di calore come quella del giugno 2026 sarebbero state praticamente impossibili appena cinquant’anni fa e oggi risultano da decine a centinaia di volte più probabili a causa del riscaldamento globale alimentato dalle emissioni di gas serra. La domanda, dunque, è quanto rapidamente l’Italia e l’Europa riusciranno ad adattarsi a un clima che ha già cambiato il calendario.
