17 Ottobre 2026
/ 16.10.2026

Nuovi Ogm senza etichetta, l’allarme di Demeter sulla libertà di scegliere il cibo

Nella Giornata mondiale dell’alimentazione, segnata da guerre, fame e prezzi ai massimi, i biodinamici chiedono di fermare la deregulation europea sulle nuove tecniche genomiche. Slovacchia e imprese tedesche hanno già fatto ricorso

La Giornata mondiale dell’alimentazione, che la Fao celebra oggi nel giorno della sua fondazione, si misura di solito sulla quantità di cibo: quanto se ne produce, quanto costa, quante persone ne restano senza. Quest’anno i numeri sono pesanti. Nel mondo 645 milioni di persone soffrono la fame, l’Africa ha superato per la prima volta l’Asia per numero di affamati e l’indice Fao dei prezzi alimentari è ai massimi da novembre 2022, spinto dal blocco di Hormuz che ha fatto impennare il costo dei fertilizzanti.

Accanto alla quantità, però, c’è la qualità. È il punto sollevato da Demeter Italia, l’associazione che certifica circa 1.000 aziende biodinamiche, che punta il dito contro le nuove regole europee sugli Ogm di nuova generazione.

Etichette cancellate

A fine giugno il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle nuove tecniche genomiche (Ngt, in Italia chiamate anche Tea). Per la maggior parte delle piante ottenute con questi metodi cadono gli obblighi previsti per gli Ogm tradizionali. “Il cibo non è solo nutrimento: è identità, scelta, diritto. E oggi, più che mai, quel diritto è sotto pressione”, afferma Giovanni Buccheri, direttore di Demeter Italia. “Il regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche approvato a giugno introduce una deregolamentazione che cancella etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio per la maggior parte degli Ogm di nuova generazione. Per i consumatori significa non poter sapere cosa c’è nel piatto. Per gli agricoltori biologici e biodinamici significa vedere minacciata l’integrità delle proprie produzioni”.

Il disciplinare Demeter, come quello biologico europeo, esclude Ogm e Ngt. “La nostra non è una posizione ideologica: è una garanzia concreta per chi sceglie consapevolmente cosa mangiare”, aggiunge Buccheri.

La partita dei ricorsi

Il fronte contrario non si limita al mondo bio. Il 21 settembre il governo slovacco ha impugnato il regolamento davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Lo stesso giorno una coalizione di aziende e associazioni tedesche della selezione vegetale e dell’agricoltura si è rivolta al Tribunale Ue chiedendone l’annullamento: secondo i ricorrenti le norme violano la libertà d’impresa e la tutela dei consumatori.

Le nuove regole non entreranno in vigore prima del luglio 2028. Per Demeter è il tempo utile per cambiarne l’applicazione, anche con la campagna Blacked-Out Ingredients promossa dalla federazione internazionale biodinamica. In gioco, sostiene Buccheri, c’è anche “l’industrializzazione delle sementi e il meccanismo della brevettabilità del vivente”.

Un tema che si lega alla crisi di questi mesi: la Fao ha ricordato che lo shock di Hormuz ha messo a nudo la dipendenza dei sistemi agroalimentari da pochi snodi commerciali e pochi fornitori. Sulla stessa linea FederBio e Greenpeace, che indicano nella transizione agroecologica la via per ridurre la dipendenza da fertilizzanti di sintesi. “Difendere la qualità del cibo significa difendere la libertà di scegliere cosa mangiare”, conclude Buccheri. “E questa libertà non si negozia”.

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