21 Ottobre 2026
/ 21.10.2026

Green economy, la crisi geopolitica come spinta alla transizione

Il 3 e 4 novembre a Rimini, in apertura di Ecomondo, la 15ª edizione degli Stati generali della green economy. Al centro, i fattori internazionali che possono accelerare la conversione verde

In un mondo segnato da guerre, tensioni commerciali e prezzi dell’energia instabili, la transizione ecologica rischia di sembrare un lusso da rimandare. Gli Stati generali della green economy 2026 provano a ribaltare la prospettiva: proprio le crisi internazionali possono diventare un acceleratore della svolta verde. È questo il filo conduttore della 15ª edizione, in programma il 3 e 4 novembre al Rimini Expo Center, in apertura di Ecomondo, la fiera di IEG dedicata all’economia circolare. Ultima Bozza è tra i media supporter dell’iniziativa.

Il titolo scelto quest’anno è “I fattori internazionali di spinta alla green economy in un contesto geopolitico critico”. L’evento è promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il patrocinio della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il messaggio di fondo è che, in uno scenario di incertezze e shock ricorrenti, la green economy non è solo una scelta ambientale ma anche una leva economica: serve a ridurre la dipendenza dalle importazioni, a contenere i costi energetici e a usare le risorse in modo più efficiente. L’analisi della Fondazione mette in fila diversi fattori internazionali che spingono in questa direzione, spesso legati tra loro, e ne valuta il possibile effetto combinato e moltiplicatore.

La Relazione sullo stato della green economy

Il cuore della prima giornata sarà la sessione plenaria di apertura, la mattina del 3 novembre, durante la quale verrà presentata la Relazione sullo stato della green economy 2026. Il documento sostiene che sostenibilità ecologica e competitività economica siano sempre più convergenti e, come ogni anno, farà il punto sullo stato di salute della green economy in Italia.

“In questa situazione internazionale critica emerge un messaggio fondamentale: vi sono fattori profondi di spinta favorevoli alla transizione verso la green economy”, sottolinea il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi.

Una finestra sul mondo

La mattina del 4 novembre sarà invece dedicata alla plenaria internazionale “La geopolitica della green economy: una finestra sul mondo”, che allargherà lo sguardo al dibattito globale tra governi, imprese e finanza. La sessione sarà articolata in sette approfondimenti: Europa, Cina, Stati Uniti, elezioni di metà mandato negli Usa, Africa, aspettative sulla Cop31 e strategie di investimento delle imprese.

L’approfondimento americano arriverà in un momento particolarmente delicato: il voto di midterm si tiene proprio il 3 novembre e il risultato potrebbe ridisegnare gli equilibri al Congresso, dopo un anno segnato dalla stretta dell’amministrazione Trump sulle rinnovabili. Pochi giorni dopo si aprirà la Cop31, la conferenza Onu sul clima, che quest’anno si svolge in Turchia.

Agenda e accrediti

Il programma completo delle sessioni è disponibile online sul sito degli Stati generali: https://www.statigenerali.org/evento-nazionale/evento-2026/

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