Frida Kahlo ha lasciato un’immagine di sé riconoscibile in tutto il mondo. Abiti, espressioni, acconciature e ritratti hanno contribuito a costruire una figura diventata un riferimento della cultura contemporanea. La fotografia ha avuto un ruolo importante in questo processo: ha documentato la vita dell’artista e ha contribuito a definire il modo in cui il pubblico la conosce ancora oggi.
È questo il filo conduttore di “Attraverso i miei occhi”, mostra fotografica che presenta 75 scatti dedicati alla vita pubblica e privata dell’artista messicana. L’esposizione si trova alla MyOwnGallery, negli spazi milanesi di Superstudio Più, in via Tortona 27, e resterà aperta fino all’11 gennaio 2027. Il percorso riunisce fotografie realizzate da alcuni importanti autori del Novecento e immagini legate alla sfera personale dell’artista.
I fotografi che hanno ritratto Frida
Edward Weston, Nickolas Muray, Imogen Cunningham e Gisèle Freund sono tra i fotografi presenti nella mostra. I loro scatti restituiscono momenti e aspetti differenti della vita di Kahlo, seguendone la presenza pubblica e il rapporto con la propria immagine.
I ritratti permettono di osservare anche le scelte con cui l’artista costruiva la propria rappresentazione. Kahlo partecipava attivamente alle sedute fotografiche e decideva come presentarsi davanti all’obiettivo. Il suo aspetto diventava così parte del linguaggio con cui raccontava sé stessa, insieme alla pittura e agli altri elementi della sua identità.
La mostra propone una lettura della fotografia come testimonianza e come strumento di autorappresentazione: le immagini documentano una persona reale, mentre contribuiscono a consolidarne la notorietà. Un processo che offre spunti di confronto con la comunicazione visiva contemporanea, nella quale fotografie e autoritratti contribuiscono alla costruzione dell’identità pubblica, anche attraverso i social network.
Dagli scatti agli oggetti personali
Una sezione conclusiva è dedicata al lavoro di Graciela Iturbide, fotografa che ha documentato gli oggetti personali ritrovati nella casa di Kahlo dopo la sua morte. Qui l’attenzione si sposta dai volti agli oggetti, attraverso i quali è possibile avvicinarsi alla dimensione privata dell’artista.
Il lavoro di Iturbide introduce un punto di vista diverso da quello dei ritratti. Gli oggetti conservati nella casa offrono altre tracce della vita di Kahlo e affiancano le fotografie che l’hanno resa celebre. La mostra accosta immagini nate in momenti e contesti differenti, mettendo in relazione la rappresentazione pubblica dell’artista con la memoria della sua vita quotidiana.
