6 Novembre 2026
/ 6.11.2026

Demeter: “L’Europa lavora contro il bio”

Il Consiglio Ue propone di lasciare agli Stati membri la scelta se aiutare o non aiutare l’agricoltura che aiuta l’ambiente. Il presidente di Demeter Italia, Enrico Amico, chiede al Parlamento europeo di difendere l’obbligo di dedicare una parte dei fondi al sostegno del bio: “In gioco c’è il modello di agricoltura che vogliamo”

Il sostegno all’agricoltura biologica potrebbe non essere più un obbligo per tutti i Paesi dell’Unione. Lo prevede il mandato negoziale sulla PAC dopo il 2027 approvato dal Consiglio Ue. I ministri dell’Agricoltura, riuniti in Lussemburgo, hanno proposto di lasciare a ogni Stato membro la decisione se finanziare o meno il biologico, sia nella fase di conversione sia in quella di mantenimento.

Secondo Demeter Italia, il marchio del biodinamico, questa scelta rischia di creare trattamenti diversi da un Paese all’altro. E di togliere certezze proprio alle aziende che hanno già investito nella sostenibilità.

La partita però non è chiusa. L’intesa raggiunta dal Consiglio è parziale: le questioni finanziarie sono ancora aperte e il testo dovrà ora essere negoziato con il Parlamento europeo. Per questo Demeter si rivolge agli eurodeputati.

“Anni di lavoro e investimenti”

“Convertire un’azienda al biologico e mantenerla tale richiede anni di lavoro, investimenti e scelte imprenditoriali di lungo periodo”, spiega Enrico Amico, presidente di Demeter Italia. “Affidare il sostegno alla discrezionalità dei singoli governi significa esporre il futuro delle imprese agricole all’incertezza delle decisioni politiche nazionali e creare condizioni di disparità tra agricoltori che operano secondo le stesse regole europee”.

Per Amico il problema non riguarda solo i fondi. “Sembra che l’Europa tenda a indebolire in modo crescente lo sviluppo del biologico e del biodinamico, modelli ‘scomodi’ per il sistema industriale, per le grandi industrie sementiere, per i colossi chimici e farmaceutici”.

Dalle NGT alla PAC

Demeter vede nella proposta del Consiglio un tassello di una tendenza più ampia. Prima è arrivato il via libera alla deregolamentazione delle nuove tecniche genomiche (NGT). Ora c’è la scelta di rendere facoltativo il sostegno al bio. Insieme, afferma Demeter, indicano una direzione precisa: ridurre a poco a poco le politiche europee che sostengono i modelli agricoli ecologici e autonomi. A guadagnarci sarebbe un sistema sempre più dipendente dalla chimica di sintesi e dalle sementi brevettate, e sempre più concentrato nelle mani di pochi.

“Sono due segnali che vanno nella stessa direzione”, sottolinea Amico. “Ridurre progressivamente lo spazio riconosciuto a un modello agricolo fondato sull’ecologia, sulla biodiversità e sull’autonomia degli agricoltori, a favore di un sistema sempre più dipendente dalla tecnologia e dalle sementi brevettate, con il rischio di rafforzare il potere di pochi grandi operatori del settore. In gioco non ci sono soltanto le risorse destinate al biologico, ma il modello di agricoltura e di sistema agroalimentare che vogliamo per il futuro”.

Per questo gli agricoltori sono chiamati alla mobilitazione. “Tutto questo rende ancora più urgente la necessità che il movimento biologico e biodinamico faccia sentire la propria voce, soprattutto in una fase particolarmente difficile e delicata per l’agricoltura italiana ed europea”, aggiunge il presidente.

L’appello agli eurodeputati italiani

A livello europeo il movimento biologico e biodinamico porta avanti iniziative di confronto, dialogo e advocacy. L’obiettivo – ricorda – è difendere la libertà di scelta tra modelli agricoli diversi. Gli agricoltori devono poter scegliere liberamente il proprio metodo di produzione. I consumatori devono poter scegliere in modo consapevole tra prodotti biologici, biodinamici e convenzionali.

Demeter Italia accoglie quindi l’invito di IFOAM, la federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica di cui fa parte. Chiede agli eurodeputati di mantenere nella PAC 2028-2034 l’obbligo, per ogni Stato membro, di sostenere sia chi sceglie di convertirsi al biologico sia chi continua a praticarlo. L’appello è rivolto soprattutto agli eurodeputati italiani che hanno firmato emendamenti per rendere il sostegno facoltativo o per cancellare l’obbligo.

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