14 Luglio 2026
/ 14.07.2026

A Roma ricompare il barbastello, pipistrello scomparso da oltre 140 anni

Una femmina adulta di questa specie rarissimaè stata recuperata nel centro storico della Capitale. L'ultima segnalazione certa risaliva al 1878. A confermare l'identificazione sono stati i ricercatori del Cnr-Iret, nell’ambito delle attività del National Biodiversity Future Center

Nel cuore di Roma è ricomparso un animale che gli studiosi non registravano da quasi un secolo e mezzo. Si tratta di un esemplare di barbastello (Barbastella barbastellus), una delle specie di pipistrelli più rare e minacciate d’Europa, recuperato nel centro storico della capitale dal Centro Recupero Animali Selvatici della Lipu di Roma.

L’identificazione è stata possibile grazie ai ricercatori dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iret), coinvolti come referenti per i chirotteri nelle aree urbane all’interno dei progetti del Pnrr e del Centro nazionale della biodiversità.

Il valore scientifico del ritrovamento è notevole: l’ultima traccia della specie nella Capitale risaliva al 1878. L’animale, una femmina adulta, è stato trovato a poche centinaia di metri dal luogo della segnalazione ottocentesca, anche se – precisano gli esperti – non è possibile stabilire alcun legame tra i due episodi.

“Con grande stupore abbiamo scoperto che era proprio un barbastello”

A raccontare la vicenda è Leonardo Ancillotto del Cnr-Iret. “Il Centro Recupero Lipu ci ha contattati per un parere specialistico su un pipistrello ricoverato”, spiega. “Quando lo abbiamo esaminato insieme ai colleghi, con grande stupore abbiamo scoperto che si trattava di un barbastello, una specie estremamente rara soprattutto nell’Italia centro-meridionale”.

Negli ultimi anni il gruppo di ricerca ha lavorato a lungo sulle checklist storiche e attuali dei pipistrelli urbani italiani, nell’ambito dello Spoke 5 del National Biodiversity Future Center, analizzando la presenza delle diverse specie nelle principali città. “Un dato storico per Roma esisteva davvero, risalente al XIX secolo”, continua Ancillotto. “Da allora, però, la specie non era mai più stata rilevata. Ritrovarla oggi proprio qui è un fatto curioso e scientificamente importante”.

Una sentinella degli ecosistemi sani

Il barbastello è strettamente legato agli ambienti forestali ben conservati, in particolare alle foreste mature e vetuste, ed è considerato un indicatore prezioso della qualità ecologica di un territorio. In Italia è classificato “in pericolo” nella Lista rossa dei vertebrati ed è inserito nell’Allegato II della Direttiva Habitat dell’Unione Europea, che raccoglie le specie prioritarie per la conservazione.

Proprio per questo, sottolineano i ricercatori, la scoperta ha un significato che va oltre il singolo esemplare. “Il ritrovamento conferma quanto sia importante continuare a monitorare la biodiversità urbana”, conclude Ancillotto. “Anche i contesti fortemente antropizzati possono ancora riservare sorprese e ospitare specie di grande valore per la conservazione”.

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