26 Giugno 2026
/ 26.06.2026

Metano ed elettrificazione, la doppia sfida lanciata da Guterres verso la COP31

Londra ha ospitato questa settimana un confronto che potrebbe pesare sul percorso verso la COP31. Al centro della London Climate Action Week sono finite due priorità della transizione energetica: accelerare l’elettrificazione dei consumi e ridurre le emissioni di metano, a partire dal settore dei combustibili fossili.

I due temi sono stati affrontati come parti di una stessa strategia. Da un lato, aumentare il ricorso all’elettricità nei trasporti, negli edifici e nell’industria per ridurre la domanda di petrolio, gas e carbone. Dall’altro, intervenire sul metano, un gas serra responsabile di circa un terzo del riscaldamento globale e sul quale, secondo le Nazioni Unite, è possibile ottenere risultati in tempi relativamente rapidi.

L’elettrificazione al centro della COP31

Quella dell’elettrificazione non è più una questione confinata agli esperti del settore energetico. La Turchia e l’Australia, co-organizzatrici della COP31, vogliono farne uno dei pilastri del prossimo vertice sul clima, fissando l’obiettivo di portare l’elettricità a coprire il 35% della domanda finale mondiale di energia entro il 2035, rispetto a circa il 20% attuale. Per sostenere questo percorso, Unione europea e Regno Unito hanno lanciato una piattaforma internazionale che punta a coordinare le politiche, condividere le migliori pratiche e favorire nuovi investimenti.

La sfida, tuttavia, non riguarda soltanto la crescita delle fonti rinnovabili. Servono reti elettriche più moderne, sistemi di accumulo, infrastrutture adeguate e strumenti capaci di rendere più accessibili tecnologie come veicoli elettrici e pompe di calore. Come ha osservato il presidente dell’IRENA, Francesco La Camera, “nell’ultimo decennio le energie rinnovabili hanno trasformato il modo in cui viene prodotta l’elettricità; il prossimo decennio dovrà trasformare il modo in cui l’energia viene consumata”.

Il nodo del metano

Accanto all’elettrificazione, le Nazioni Unite hanno riportato al centro del dibattito il tema del metano. Intervenendo alla London Climate Action Week, il segretario generale dell’ONU António Guterres ha ricordato che questo gas serra intrappola molto più calore della CO₂ nei primi anni dopo il rilascio e che ridurne le emissioni rappresenta una delle azioni più efficaci per contenere il riscaldamento globale nel breve periodo. “Tagli drastici potrebbero produrre un calo visibile delle temperature entro una generazione“, ha affermato, indicando nel settore dei combustibili fossili l’ambito nel quale è possibile ottenere i benefici più immediati.

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, circa il 70% delle emissioni di metano generate dalle attività di estrazione di petrolio e gas potrebbe essere eliminato con tecnologie già disponibili e, nella maggior parte dei casi, a costi bassi o nulli. Eppure nel 2025 sono stati ancora bruciati circa 167 miliardi di metri cubi di gas, una quantità equivalente ai consumi annuali dell’intero continente africano.

I dati mostrano inoltre che il settore energetico continua a rappresentare la principale fonte di emissioni di metano di origine antropica, davanti ad agricoltura e gestione dei rifiuti. Per Guterres gli impegni volontari assunti finora non sono sufficienti: servono regole più incisive e standard internazionali in grado di ridurre le emissioni lungo tutta la filiera del petrolio e del gas.

Investimenti decisivi

Il confronto di Londra ha evidenziato anche un altro tema: quello delle risorse economiche. Il raggiungimento degli obiettivi sull’elettrificazione richiederà investimenti molto più consistenti nelle reti e nelle infrastrutture energetiche, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Per questo il presidente di Palau, Surangel Whipps Jr., ha chiesto finanziamenti “rapidi, prevedibili e accessibili”, mentre Guterres ha sollecitato una riforma dell’architettura finanziaria internazionale per facilitare gli investimenti nella transizione energetica.

A pochi mesi dalla COP31, il messaggio emerso dalla capitale britannica è chiaro: accelerare l’elettrificazione e ridurre le emissioni di metano sono due percorsi complementari. Il primo punta a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili nel medio e lungo periodo; il secondo può contribuire a rallentare più rapidamente l’aumento delle temperature, intervenendo su uno dei gas serra che oggi pesano maggiormente sul clima.

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