14 Maggio 2026
/ 14.05.2026

“Stambecchi e oche selvatiche trasformati in bersagli, è la deregulation della caccia”

In commissione Ambiente al Senato passano gli emendamenti al ddl 1552: nuove specie nel mirino, stagione venatoria allungata, Ispra svuotato di poteri. La Commissione europea ha già scritto al governo segnalando gravi criticità. Lipu, Wwf, Lav e le altre associazioni annunciano battaglia. Il Pd: "Gli italiani pagheranno per le procedure d’infrazione e per l’aumento dei rischi sanitari"

“Governo e maggioranza sembrano aver deciso, sul disegno di legge caccia, di sfidare la legge e andare avanti. Anzi, di peggiorare”. Con queste parole Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu, ha sintetizzato su Facebook l’umore delle associazioni di protezione della fauna dopo la seduta in commissione Ambiente del 13 maggio 2026. In quella sede sono stati approvati emendamenti che inseriscono nuove specie nell’elenco delle cacciabili – tra cui le oche selvatiche – e che limitano ulteriormente il diritto dei privati a escludere la caccia dai propri terreni. La Lipu ha scritto al presidente della Repubblica, definendo la situazione “gravissima” e annunciando che farà “tutto ciò che la democrazia permette” per bloccare il provvedimento.

A far discutere non è solo la lista delle nuove specie cacciabili. È l’impostazione complessiva del testo a preoccupare gli ambientalisti. Il ddl 1552, nella sua versione emendata, allunga ancora la stagione venatoriae riduce il ruolo dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, privandolo del parere obbligatorio e vincolante sulle decisioni regionali. Due modifiche che aprirebbero la strada a una deregulation senza precedenti nel settore.

Bruxelles ha già scritto a Roma

Sul fronte europeo, la situazione si complica ulteriormente. Il dipartimento Ambiente della Commissione europea ha già inviato una lettera al ministero dell’Ambiente italiano segnalando “gravi criticità” nel testo. I senatori del Movimento 5 Stelle, che hanno chiesto la sospensione dell’esame del provvedimento in attesa di chiarimenti, denunciano che la maggioranza ha ignorato queste obiezioni, anzi ha continuato “a peggiorare il testo nelle riformulazioni”. “Porterà inevitabilmente l’Italia in infrazione, con spese a carico dei cittadini”, avvertono le senatrici Dolores Bevilacqua, Gabriella Di Girolamo, Sabrina Licheri e Gisella Naturale.

Il caso dei piccioni è diventato emblematico. Andrea Zanoni, coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, ricorda che la Commissione europea, rispondendo a una sua interrogazione, ha stabilito che i piccioni di città rientrano nella direttiva Uccelli e sono specie protetta. Inserirli nell’elenco dei cacciabili sarebbe quindi “una violazione palese delle norme Ue”. Con una battuta destinata a circolare, Zanoni ha chiesto: “Cosa vogliono fare, dare il via libera alle doppiette in piazza San Marco?”.

 “Come sparare a cuccioli in un recinto

Ancora più acceso è il dibattito sulle altre due specie inserite nel mirino: lo stambecco e l’oca selvatica. Lo stambecco, simbolo delle Alpi, è un animale che in molti contesti non mostra timore dell’uomo, avvicinandosi a pochi metri dai turisti. “Sparargli sarà come sparare a cuccioli in un recinto”, afferma Zanoni, sottolineando che si tratta di una specie già colpita nel passato e recuperata con decenni di tutela. Quanto alle oche selvatiche, le popolazioni migratorie presenti in Italia sono numericamente modeste e la loro frequentazione delle lagune veneziane e friulane costituisce una risorsa per il birdwatching, un settore in crescita che genera indotto economico locale. “Non sarà caccia, ma una carneficina“, dice Zanoni, “perché sono animali abituati alla presenza umana“.

Le associazioni in campo: conferenza stampa al Senato

Le associazioni ambientaliste – Lipu, Lac, Enpa, Lav, Wwf Italia – hanno risposto convocando per il 14 maggio una conferenza stampa nella sala Nassirya del Senato, con il titolo “Ddl caccia: le criticità sollevate dalla Commissione europea al Governo“. Una mossa mediatica e politica insieme, per rendere pubbliche le obiezioni europee e fare pressione sui senatori prima del voto in aula. “Daremo battaglia ferocissima al Senato e poi alla Camera”, annuncia Zanoni. “Questa legge vuole trasformare boschi e campagne in un deserto faunistico”.

Anche il Pd è sceso in campo. “I cittadini italiani devono sapere cosa sta facendo questa maggioranza. E devono sapere anche che pagheranno i danni economici e ambientali se il Parlamento non avrà il necessario ripensamento per fermare lo scempio della Legge 157. Come ripetiamo da tempo, chiediamo al governo una ricognizione scientifica. I ministri non la fanno perché hanno paura di dover rivelare verità oggi nascoste ai cittadini”, hanno dichiarato in una nota congiunta le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino. “Ovvero che gli italiani pagheranno per le procedure d’infrazione, per gli animali importati dai mercanti di selvaggina con l’aumento di tutti i rischi sanitari che questa pratica assurda comporta, pagheranno – in particolare gli agricoltori – per la mancanza di investimenti nella prevenzione dei danni da fauna, della gestione della PSA, gli italiani pagheranno per la maggiore circolazione di armi e l’assenza di carabinieri forestali nelle campagne. E pagheranno le nuove generazioni che vedranno sacrificate ancora una volta la natura, la biodiversità, la salute e l’ambiente per l’egoismo delle corporazioni armiere venatorie e di certa politica accondiscendente”.

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