C’era Anita Ekberg in abito bianco. C’era Fellini, che la salutava con tre baci sulle guance. E poi Mastroianni, Giulietta Masina, tutta la Roma che contava. Era il 1960, e la prima de “La dolce vita” si tenne lì, al cinema Fiamma di via Bissolati, nella sala che Marcello Piacentini aveva disegnato per il quartiere Ludovisi. Da allora sono passati decenni, e quasi dieci anni di silenzio, dall’ultima proiezione nel 2017 a oggi. Ma adesso il Fiamma è pronto a tornare.
Ad agosto partiranno i lavori di rigenerazione dell’edificio, per un investimento complessivo di circa 12 milioni di euro. Dietro al progetto c’è la collaborazione tra Gianluca Giannelli e Fabia Bettini di Playtown Roma, il gruppo Caroli (che ha acquisito l’immobile affidando loro la gestione e la direzione artistica) e lo studio di architettura Alvisi Kirimoto. Il risultato, almeno nelle intenzioni, non sarà un semplice restauro ma qualcosa di più ambizioso.
Riunire ciò che era stato diviso
Il cinema Fiamma e l’ex complesso Open Gate di via Tolentino erano in origine un unico luogo. Li aveva pensati così Piacentini negli anni Cinquanta: spazi connessi, parte di un disegno unitario per il rione. Nel 2007 erano stati separati. Adesso il progetto li rimette insieme.
Il cuore dell’intervento è uno spazio di 2.850 metri quadrati che accoglierà una sala principale da 165 posti, una seconda sala da 70 al primo piano (ricavata dalla galleria originaria) e una più piccola da 15 posti pensata per proiezioni ed eventi ristretti. Ma la scommessa vera sarà il foyer allargato: un collegamento diretto tra via Bissolati e via Tolentino, attraverso un percorso che l’architetto Massimo Alvisi definisce “uno degli elementi più importanti del progetto”.
Non solo cinema
Scendendo negli spazi dell’ex Fiammetta, prende forma qualcosa di insolito: un teatro-ristorante dove il cibo si intreccia con musica, arte e danza. E ancora: una biblioteca, sale per l’editing e la post-produzione, spazi di lavoro gratuiti aperti a chi vuole studiare o sperimentare. Il Fiamma che tornerà non punterà soltanto sulle prime visioni: guarderà al cortometraggio, al cinema internazionale, all’essai.
Il progetto guarda anche oltre le mura di via Bissolati. L’idea è costruire un distretto del cinema nel rione Ludovisi, che colleghi la stazione Termini a villa Borghese facendo sistema con la riqualificazione di piazza dei Cinquecento e piazza della
Una storia di luci e di ombre, quella del Fiamma: inaugurato nel 1949, teatro della prima edizione dei David di Donatello nel 1956, poi lentamente scivolato verso il buio. Adesso, quasi settant’anni dopo quella serata con Ekberg e Mastroianni sul red carpet, Roma potrebbe ritrovare uno dei suoi luoghi più amati. I lavori iniziano ad agosto. L’apertura non ha ancora una data precisa.
