23 Aprile 2026
/ 22.04.2026

Un canestro su ruote attraversa Milano e riaccende le periferie

Dalla ricerca del MIT alle piazze del Corvetto, HOOPcycle trasforma lo spazio urbano in un campo aperto tra inclusione e sostenibilità

A Milano, durante la Design Week 2026, HOOPcycle porta il basket fuori dagli impianti sportivi e lo innesta nello spazio urbano quotidiano. È una struttura montata su cargo bike, progettata per attivare partite improvvisate e incontri tra sconosciuti, attraversando la città dal centro al Corvetto.

Dal laboratorio alla strada

Il progetto nasce al Massachusetts Institute of Technology, firmato da Marisa Morán Jahn e Rafi Segal, ed è stato presentato per la prima volta al National Public Housing Museum di Chicago. A Milano prende una forma operativa: materiali a basso impatto, tra cui pannelli in plastica riciclata realizzati dal collettivo ilVespaio, e una logica di intervento temporaneo che riduce costi e consumo di suolo.

Tre tappe

Il calendario segue una linea precisa. Si è iniziato il 19 aprile in piazza Castello, si prosegue oggi, 23 aprile, con una tappa intermedia pensata come connessione urbana, si chiude il 25 aprile in piazzale Gabrio Rosa, nel centro del Corvetto. Il percorso mette in relazione spazi centrali e periferici attraverso la stessa pratica, rendendo visibile una continuità che nella vita quotidiana resta spesso frammentata.

Il ruolo del territorio

A gestire le attività saranno i ragazzi della Corvetto street basket academy insieme al creator Vinny Vince. L’accademia lavora da anni sull’inclusione attraverso lo sport e utilizza il basket come strumento di aggancio. “Vogliamo trasformare un gesto semplice come un tiro a canestro in un’occasione di partecipazione per i giovani del quartiere”, ha spiegato il presidente Vincenzo Belluomo. Durante gli eventi, Dole Italia distribuirà frutta fresca ai partecipanti, inserendo un elemento legato all’educazione alimentare.

Spazio pubblico e mobile

HOOPcycle introduce un modello leggero di attivazione urbana: interventi temporanei, materiali riciclati, gestione affidata a realtà locali. In una città dove l’accesso alle infrastrutture sportive resta disomogeneo, la mobilità diventa una leva progettuale. Il campo diventa così una funzione che può comparire dove serve, anche solo per poche ore.

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