2 Aprile 2026
/ 2.04.2026

Germania, il vento prende il posto del carbone

La turbina eolica più alta del mondo nasce sull’ex carbone tedesco. Impianto da 360 metri in costruzione a Schipkau: fino a +220% di produzione grazie ai venti d’alta quota, mentre resta il nodo delle reti elettriche

A Schipkau, nella Lusazia tedesca, sta prendendo forma uno dei progetti più avanzati della nuova generazione eolica europea. Nell’area segnata per decenni dall’estrazione di lignite è in costruzione una turbina destinata a raggiungere i 360 metri di altezza, tra le strutture più imponenti del Paese.

L’obiettivo è aumentare in modo significativo la produzione sfruttando correnti più forti e regolari che si trovano oltre i 300 metri. Secondo i promotori, l’impianto potrà generare tra 30 e 33 gigawattora all’anno, con una resa superiore fino al 220% rispetto alle turbine convenzionali installate nella stessa area. L’energia prodotta coprirebbe il fabbisogno di circa 7.500 famiglie.

La scommessa dell’alta quota

Le misurazioni effettuate nei pressi del sito indicano che salendo di quota il vento mantiene maggiore continuità e intensità. Questo consente di ridurre le oscillazioni nella produzione elettrica, uno dei principali limiti delle rinnovabili.

La tecnologia adottata prevede una struttura telescopica: la torre viene assemblata fino a circa 150 metri e successivamente sollevata fino all’altezza finale. Una soluzione necessaria, vista l’impossibilità di utilizzare gru tradizionali per dimensioni di questo tipo.

Un test per l’Europa meno ventosa

Il progetto interessa direttamente anche altre aree europee. In molte regioni, soprattutto nell’Europa orientale e meridionale, la debolezza dei venti al suolo limita lo sviluppo dell’eolico. L’accesso a correnti più stabili in quota può ampliare il numero di territori idonei.

In questo scenario, la Germania rafforza la propria posizione nel settore: oltre 77 gigawatt installati e la maggiore crescita annuale registrata nel 2025. I piani governativi prevedono nuove aste e ulteriore capacità da collegare alla rete entro il 2030.

Schipkau rientra nella più ampia trasformazione della Lusazia, da distretto minerario a polo energetico rinnovabile. Il sito sarà sviluppato come impianto ibrido: eolico su più livelli e un parco solare a terra. La combinazione dovrebbe aumentare la produzione complessiva e distribuire meglio la generazione nel corso dell’anno.

Il limite resta la rete

L’espansione delle rinnovabili evidenzia un problema strutturale. In Germania, quando la produzione eolica supera la capacità di trasmissione verso le aree a maggiore consumo, gli impianti vengono rallentati o fermati. Questo comporta il ricorso a fonti fossili per coprire la domanda residua. Nel 2023 sono stati persi circa 9,3 terawattora di energia eolica, mentre i costi di congestione hanno sfiorato i 3 miliardi di euro, trasferiti nelle bollette attraverso le tariffe di rete.

Le turbine ad alta quota possono migliorare l’efficienza e favorire una distribuzione più ampia degli impianti. Senza un adeguamento delle infrastrutture, però, la crescita della produzione rischia di restare parziale. Schipkau rappresenta un passaggio chiave: da un lato innovazione tecnologica e aumento della resa, dall’altro la necessità di aggiornare il sistema elettrico. La tenuta della transizione energetica europea dipende anche, e soprattutto, dall’equilibrio tra questi due elementi.

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