22 Aprile 2026
/ 22.04.2026

“Emissioni zero” ok, ma zero dove?

Un’auto elettrica con il mix elettrico europeo medio emette 63 grammi di CO₂ equivalente per chilometro nel ciclo di vita completo. Un'auto a benzina ne emette 235. La differenza è enorme a favore dell'elettrica, ma bisogna sapere che “emissioni zero” significa “emissioni zero allo scarico”

Un’auto elettrica venduta in Europa nel 2025 emette, nel corso della sua vita, il 73% in meno di gas serra rispetto a un’auto a benzina equivalente. Il dato viene dallo studio più aggiornato dell’International Council on Clean Transportation, pubblicato nel luglio 2025, che ha analizzato le emissioni dell’intero ciclo di vita: produzione del veicolo, fabbricazione della batteria, estrazione delle materie prime, produzione dell’energia per la ricarica, utilizzo, manutenzione e smaltimento. Il 73% in meno è un risultato significativo. Non è zero.

La normativa europea classifica le auto elettriche come “veicoli a zero emissioni.” Il Regolamento (UE) 2023/851, che ha rafforzato gli standard di emissione di CO₂ per le auto nuove, definisce “zero emissioni” sulla base delle emissioni allo scarico (tailpipe). Un’auto elettrica a batteria non ha tubo di scarico: zero grammi di CO₂ escono dal veicolo durante la guida. Per la normativa, questo è sufficiente. Per il ciclo di vita, no.

Secondo lo studio ICCT, un’auto elettrica con il mix elettrico europeo medio previsto per il periodo 2025-2044 emette 63 grammi di CO₂ equivalente per chilometro nel ciclo di vita completo. Un’auto a benzina ne emette 235. La differenza è enorme a favore dell’elettrica, ma 63 grammi non sono zero. Dove stanno? In larga parte nella produzione: la fabbricazione di un’auto elettrica produce circa il 40% di emissioni in più rispetto a un’auto a combustione, principalmente per la batteria. Queste emissioni aggiuntive vengono compensate dall’uso dopo circa 17.000 chilometri, cioè nel primo o secondo anno di guida. E poi nell’energia: anche se la rete elettrica europea diventa progressivamente più pulita (il 56% dell’elettricità UE nel 2025 proviene da fonti rinnovabili), produrre elettricità comporta ancora emissioni.

L’analogia è con una dieta. Passare da 3.000 a 800 calorie al giorno è un cambiamento radicale e misurabile. Dichiarare “dieta a zero calorie” perché non mangi pasti tradizionali, mentre assumi 800 calorie in altra forma, è tecnicamente ingannevole. L’auto elettrica è la dieta da 800 calorie: incomparabilmente migliore della precedente, ma non a zero.

La normativa ne tiene conto, anche se lentamente. Il Regolamento 2023/851 prevedeva che la Commissione presentasse entro il 2025 una metodologia per valutare le emissioni di CO₂ lungo l’intero ciclo di vita delle auto vendute nell’UE. Dal 1 giugno 2026, i produttori potranno iniziare a comunicare le emissioni lifecycle dei propri veicoli su base volontaria, utilizzando questa metodologia comune. Per ora, “zero emissioni” nella normativa continua a riferirsi solo allo scarico.

Nel dicembre 2025, la situazione normativa si è ulteriormente complicata. La Commissione Europea ha proposto di abbassare il target 2035 dal 100% al 90% di riduzione delle emissioni allo scarico, permettendo ai produttori di compensare il restante 10% con l’uso di acciaio a basso contenuto di carbonio, e-fuels e biocarburanti. La proposta mantiene l’obiettivo di elettrificazione ma apre la strada a ibridi, ibridi plug-in e veicoli a combustione alimentati con carburanti sintetici anche dopo il 2035. “Zero emissioni dal 2035” non è più quello che la normativa prevede.

Questo non è un argomento contro le auto elettriche. Lo studio ICCT è esplicito: solo le auto elettriche a batteria possono raggiungere le riduzioni di emissioni necessarie per rispettare gli obiettivi climatici nel trasporto su strada. Gli ibridi riducono le emissioni del 20%, gli ibridi plug-in del 30%. Le elettriche del 73%, con prospettive di miglioramento man mano che la rete si decarbonizza. L’etichetta, però, racconta un’altra storia.

Questa rubrica ha documentato lo stesso meccanismo in nove parole diverse: una dichiarazione con un significato tecnico preciso viene usata in contesti dove il lettore le attribuisce un significato più ampio. “Zero emissioni” è il caso più letterale: zero, nella normativa, non significa zero nel ciclo di vita.

La prossima volta che leggete “veicolo a zero emissioni” in una pubblicità, in un incentivo o in una normativa, la domanda è: zero dove? Allo scarico, sì. Nel ciclo di vita, no. L’UE sta sviluppando una metodologia per misurare la differenza.

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