6 Maggio 2026
/ 6.05.2026

Effetto Vettabbia: la tecnologia verde abbassa la febbre di Milano

Tra i canali del sud cittadino, la riforestazione urbana diventa infrastruttura sanitaria. I dati di The Lancet confermano: più alberi, meno mortalità da calore

Milano ha bisogno di respirare. Nel quadrante sud-est della metropoli, tra lo Scalo Romana e l’abbazia di Chiaravalle, il Parco della Vettabbia è diventato il banco di prova per quella che gli esperti chiamano “infrastruttura naturale”. È qui che la società energetica E.ON ha recentemente messo a dimora l’albero numero 150.001 del suo “Progetto Boschi”, un’iniziativa di forestazione nazionale che ha raggiunto e superato con un anno di anticipo il target fissato per il 2025.  Ma oltre la cronaca del traguardo numerico, c’è una questione di salute pubblica che riguarda ogni cittadino.

Una delle più importanti sfideambientali per chi vive in città sono PM2.5, biossido di azoto (NO₂) e ozono. Secondo una ricerca pubblicata su The Lancet Planetary Health, incrementare del 5% la copertura arborea urbana è anche un intervento salvavita: la densità delle chiome agisce come un filtro meccanico capace di ridurre drasticamente la mortalità prematura legata all’inquinamento e alle ondate di calore.

Nel contesto della Vettabbia, il Progetto Boschi di E.ON – attivo dal 2011 con oltre 60 boschi creati in Italia – stocca CO2 (circa 90.000 tonnellate finora) e agisce come termoregolatore. In estate, la massa vegetale della Vettabbia abbassa la temperatura del suolo e dell’aria, contrastando la cappa di calore che rende invivibili i quartieri cementificati limitrofi.

Corridoi ecologici

Il limite di molti progetti di riforestazione è l’abbandono post-impianto. Per evitare che l’investimento siacompromesso al primo agosto torrido, la nuova fase del progetto vede l’ingresso di zeroCO2 come partner tecnico, che si affianca al lavoro storico svolto con AzzeroCO2 e Rete Clima. La parola d’ordine è monitoraggio: selezione di specie autoctone resistenti allo stress idrico e pianificazione della cura nel lungo periodo.

“Vettabbia rappresenta solo il primo passo di una collaborazione ambiziosa”, spiega Andrea Pesce, amministratore delegato di zeroCO2. “Lavoreremo per restituire al territorio ecosistemi sani e spazi verdi fruibili, capaci di generare benefici tangibili”. L’approccio è quello della Nature Strategy: non si piantano alberi a caso ma si ricostruiscono corridoi ecologici. Lo dimostrano i Biodiversity Lab di Brugherio e Giussano, dove la riforestazione serve anche a proteggere gli insetti impollinatori, anello debole della catena ambientale urbana.

Un investimento misurabile

“Il traguardo dei 150.000 alberi testimonia l’impegno per città più vivibili”, commenta Luca Conti, amministratore delegato di E.ON Italia. “Non si tratta solo di contrastare i cambiamenti climatici, ma di creare spazi che abbiano un impatto diretto sulla vita delle persone”. Per i clienti dell’azienda, che finanziano il progetto scegliendo soluzioni energetiche specifiche, il ritorno è in metri cubi di aria più pulita e gradi centigradi in meno durante le notti tropicali milanesi.

L’albero 150.001 è un segnale di continuità. In una città che corre verso la saturazione edilizia, la Vettabbia resta un polmone verde e, insieme, un presidio sanitario.

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