3 Novembre 2026
/ 3.11.2026

Dopo le sigarette tocca al petrolio: sfratto per i cartelloni fossili

L’Aia e Amsterdam hanno aperto la strada, l’Onu chiede ai governi di seguirle. Ora il divieto di pubblicità dei combustibili fossili arriva in Italia: il primo Comune a renderlo operativo è Valdagno, in provincia di Vicenza

Per decenni il fumo è stato venduto come un gesto di libertà: il cowboy a cavallo, la sigaretta tra le dita. Poi la scienza ha presentato il conto e i cartelloni sono spariti. Con i combustibili fossili il copione si ripete, con una differenza: il conto arriva sotto forma di ondate di calore, alluvioni e siccità, e lo pagano tutti, non solo chi consuma.

Nel 2024 il segretario generale dell’Onu António Guterres ha chiesto ai governi di vietare la pubblicità delle aziende dei combustibili fossili. Le città si sono mosse prima. L’Aia dal 2025 applica un divieto inserito nella normativa comunale e confermato in sede giudiziaria. Amsterdam quest’anno ha esteso il bando a voli, crociere, contratti energetici fossili e auto con motore a combustione. Edimburgo ha escluso dagli spazi pubblicitari del Comune le categorie legate alle fonti fossili. Nei Paesi Bassi i Comuni che si sono mossi sono già 18, nel mondo più di 60 tra città e territori.

Il primo sì italiano

Ora il fronte si allarga all’Italia. Firenze, Genova, Monza e Rivoli avevano approvato mozioni di indirizzo. Valdagno è andata oltre: il Consiglio comunale ha aggiornato il Piano per la pubblicità e le pubbliche affissioni, vietando i messaggi che promuovono combustibili fossili o prodotti alimentati esclusivamente da fonti fossili entro 150 metri da ospedali, scuole, piazze, parchi, Rsa e aree del trasporto pubblico. Una rete di divieti che copre buona parte del territorio comunale. Lo spot dell’auto a gasolio esce dal campo visivo, quello dell’ibrida resta.

“Siamo assolutamente convinti che dal punto di vista strategico serva un orientamento, anche di indirizzo, da dare ai cittadini affinché tutti insieme si lavori sulla transizione energetica”, dice il sindaco Maurizio Zordan, che ricorda come la Valle dell’Agno abbia puntato da tempo sull’idroelettrico, abbia aderito al Paesc, il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima previsto dal Patto dei sindaci europeo, e di recente abbia scelto il teleriscaldamento a biomassa per gli edifici pubblici.

La battaglia dell’immaginario

L’idea è partita da Padova. La Padova Climate Action Week, promossa da Aequilibria, si era chiusa ad aprile con un appello ai Comuni italiani. Valdagno è stata la prima a rispondere con una norma e non con una dichiarazione d’intenti.

“La lotta al cambiamento climatico è strettamente legata anche agli aspetti culturali”, osserva Daniele Pernigotti, ceo di Aequilibria e ideatore della manifestazione. “La pubblicità contribuisce a formare il nostro immaginario e quindi a stabilire ciò che acquista un valore positivo o negativo. Vietare la pubblicità delle fonti fossili è un primo passo per costruire un pensiero collettivo che accompagni la fuoriuscita dai combustibili fossili”.

Resta da sciogliere un nodo: dove finisce il fossile? Per evitare che ogni Comune tracci il confine a modo suo, Aequilibria lavora con il Comitato europeo di normazione a criteri comuni e scientificamente fondati per individuare beni e servizi ad alta intensità di carbonio. “È un passaggio necessario perché queste esperienze possano essere replicate su scala più ampia”, conclude Pernigotti.

CONDIVIDI

Continua a leggere