30 Luglio 2026
/ 29.07.2026

Goletta verde, Lazio: su 24 punti campionati 8 sono inquinati o fortemente inquinati

Il monitoraggio di Legambiente individua otto punti oltre i limiti lungo la costa laziale, soprattutto nel Pontino, mentre la foce del Marta torna entro i parametri dopo 15 anni

Il bilancio della tappa laziale di Goletta Verde che festeggia la sua 40esima edizione rivela una situazione di criticità per le coste della regione. Su 24 punti analizzati dai volontari di Legambiente tra l’8 e il 21 luglio (16 a mare e 8 in foci o canali), 4 sono risultati fortemente inquinati e 4 inquinati.

I problemi principali si concentrano sul litorale pontino e in alcuni tratti della provincia di Roma:

  • Fortemente inquinati: Ladispoli (foce del Rio Vaccina), San Felice Circeo (foce del fosso tra via Gibraleon e viale Europa), la foce del Rio Santacroce a Gianola, Formia, e lo sbocco del canale di scolo a sud della darsena a Scauri (Minturno).
  • Inquinati: Marina di Cerveteri (foce del Fosso Zambra), Fiumicino (fiume Arrone), Fondi (foce del canale Sant’Anastasia, fuori dai limiti dopo 5 anni) e Marina di Minturno (foce del Rio Recillo).
  • I segnali positivi: rientra nei limiti la foce del Marta a Tarquinia, storicamente inquinata negli ultimi 15 anni, a dimostrazione di come gli investimenti sulla depurazione portino risultati concreti. Entro i limiti anche i prelievi in provincia di Viterbo e a Ostia, Ardea, Anzio, Nettuno e Terracina.

“Dai monitoraggi di Goletta Verde emerge quest’anno una chiara concentrazione di punti critici sul litorale pontino, nella costa del Lazio meridionale”, dichiara Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio. “Sono, infatti, fortemente inquinati i prelievi nel punto a San Felice Circeo, Formia e Minturno dove anche il secondo prelievo è risultato fuori dai limiti. Nella costa nord è risultato fortemente inquinato per presenza di microrganismi di origine fecale il prelievo di Ladispoli e inquinati quelli di Fiumicino a Fregene e Marina di Cerveteri. Non diamo patenti di balneabilità, non ci sostituiamo alle autorità competenti né il nostro è un giudizio complessivo su interi litorali dei comuni: indichiamo invece punti troppo spesso molto critici, anche in luoghi pieni di persone che fanno il bagno, dove c’è bisogno di indagare sulle cause e mettere in campo le azioni concrete per risolvere i problemi; per questo oggi stesso, invieremo in forma di esposto i risultati stessi a Comuni coinvolti, Provincie e Regione, così come a capitanerie, carabinieri forestali e gestori del servizio idrico, mettendoci a disposizione per lavorare di concerto così da migliorare insieme il nostro mare e il nostro bel litorale”.

“Ci sono anche buone notizie: la foce del Marta, al lido di Tarquinia, risultato fuori dai limiti negli ultimi 15 anni, quest’anno è dentro i limiti”, ha detto Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde, “segnale che anche i punti critici possono migliorare se si investe sull’efficientamento del sistema di depurazione. L’obiettivo di Goletta Verde è proprio questo: segnalare le criticità in modo che si possa lavorare in sinergia con le amministrazioni per risolverle. Siamo sempre felici quando un punto che era inquinato risulta entro i limiti, perché è il risultato che speriamo di poter osservare in tutti i punti critici e cronici delle nostre coste”.

Goletta verde: le richieste di Legambiente

In occasione della presentazione dei dati di Goletta, in navigazione anche grazie al supporto del CONOU – Consorzio Nazionale Oli Usati, Legambiente ha ribadito che il monitoraggio non assegna patenti di balneabilità ma punta a scovare deficit depurativi. L’associazione invierà un esposto a Comuni, Regione, Capitanerie e gestori idrici per sollecitare controlli e interventi.

Nel corso della tappa laziale l’associazione del cigno ha anche lanciato un appello per chiedere l’istituzione del Monumento Naturale di Tor Caldara, ad Anzio, esponendo lo striscione “30% di Aree Protette al 2030”. Inoltre, ha portato in primo piano anche gli effetti che la crisi climatica sta avendo sulle coste del litorale, sempre più fragili.

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