Discreta e capace di “ascoltare” il fondale marino e restituirne i segreti in forma di dati: si chiama AUV Hugin, ed è il veicolo autonomo subacqueo che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha appena collaudato nelle acque del Golfo di Napoli e lungo la costa sud-occidentale di Ischia, nell’ambito del progetto PNRR MER (Marine Ecosystems Restoration). Con il supporto della nave da ricerca Astrea, il mezzo ha operato in autonomia su fondali tra i più complessi e geologicamente attivi del Mediterraneo.

Senza pilota
L’AUV Hugin è un robot sottomarino senza pilota in grado di raccogliere immagini e dati ad altissima risoluzione fino a 3.000 metri di profondità. Durante la campagna nel Golfo di Napoli ha eseguito rilievi batimetrici e morfologici – ovvero mappe tridimensionali del fondale – attraverso sistemi acustici e ottici avanzati, acquisendo al contempo parametri ambientali fondamentali: temperatura, salinità e concentrazioni di gas come anidride carbonica e metano. Questi ultimi sono indicatori cruciali per individuare eventuali fenomeni di degassamento sottomarino, spie di attività vulcanica o idrotermale.
Il Golfo di Napoli è uno dei contesti più sensibili del Mediterraneo: vi insistono i Campi Flegrei, uno dei supervulcani più monitorati al mondo, e il fondale marino nasconde una morfologia complessa, con crateri, faglie e strutture idrotermali. Ischia, che nel 2017 ha subito un terremoto di magnitudo 4.0 con vittime e danni ingenti, rappresenta un altro nodo critico per la sicurezza delle popolazioni costiere. Mappare con precisione questi fondali significa costruire una base di conoscenza indispensabile per i modelli previsionali di rischio.
Dati ad alta risoluzione per la prevenzione dei rischi
Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA, ha sottolineato come il collaudo rappresenti “un passo concreto e strategico nel rafforzamento delle capacità scientifiche e tecnologiche del nostro Paese”, capace di contribuire “alla prevenzione dei rischi naturali e alla sicurezza delle comunità costiere”. Grazie al PNRR MER, ISPRA si dota di strumenti che consentono non solo di acquisire dati fondamentali per la ricerca, ma anche di sviluppare modelli previsionali sempre più accurati. Giordano Giorgi, direttore del Centro Nazionale Coste ISPRA e coordinatore del progetto MER, ha descritto l’AUV Hugin come una “sirena tecnologica che ascolta i fondali, ne interpreta i segnali provenienti in particolare dai vulcani sommersi e trasforma i dati in conoscenza scientifica“. Una metafora che richiama la figura mitologica di Partenope – la sirena che, secondo la leggenda, diede nome a Napoli – e che dice molto sulla posta in gioco: comprendere il mare profondo non è solo una sfida scientifica, ma una necessità per chi abita sulle
