11 Luglio 2026
/ 10.06.2026

Tipping point: quando una parola scientifica rischia di perdere il suo significato

Nella scienza indica una soglia precisa oltre la quale un sistema climatico cambia stato in modo irreversibile. Nel linguaggio comune è diventato sinonimo di "momento critico". Se usata male questa espressione può produrre allarmismo o disimpegno

Nel settembre 2022, la rivista Science ha pubblicato uno studio di David Armstrong McKay, Tim Lenton, Johan Rockström e colleghi che ha riassunto vent’anni di ricerca sui climate tipping points. Lo studio identifica 16 elementi del sistema climatico in cui un aumento oltre una certa soglia di temperatura può innescare un cambiamento autosostenuto: non una transizione graduale, ma uno stato nuovo da cui il sistema non torna spontaneamente indietro. Cinque di questi elementi, secondo gli autori, sono già nell’intervallo di incertezza in cui il tipping è possibile al riscaldamento attuale di circa 1,2 °C: la calotta della Groenlandia, la calotta antartica occidentale, il permafrost boreale localizzato, i coralli tropicali e il ghiaccio marino del mare di Barents.

“Tipping point” è una delle espressioni scientifiche più usate oggi nel giornalismo climatico e una delle meno definite nell’uso pubblico. Nella letteratura scientifica indica un fenomeno preciso: una soglia oltre la quale un sistema passa a un nuovo stato di equilibrio attraverso un processo che si auto-rinforza, e che sopra quella soglia procede indipendentemente da ulteriori stimoli esterni. Nel linguaggio comune viene usato come sinonimo generico di “momento critico”, “punto di svolta”, “situazione irreversibile”.

La differenza non è accademica. Un tipping point scientifico ha caratteristiche specifiche. La soglia è una banda di incertezza, non una linea netta. Il superamento della soglia non coincide con il manifestarsi immediato del nuovo stato: per la calotta della Groenlandia, ad esempio, la scienza indica che oltre un certo riscaldamento il processo di scioglimento diventa autosostenuto, ma il dispiegamento completo avviene su scale temporali di secoli o millenni. E i tipping point variano enormemente in ampiezza: la morìa dei coralli tropicali riguarda sistemi regionali, la circolazione atlantica ha conseguenze globali.

L’analogia più usata nella divulgazione scientifica è quella della partita a Jenga. La torre regge mentre si tolgono mattoncini uno dopo l’altro. A un certo punto, un mattoncino di troppo fa crollare tutto. Il mattoncino critico non è “più pesante” degli altri: ha lo stesso peso. Cambia che rimuoverlo manda il sistema oltre la soglia di stabilità, dopodiché il crollo procede da sé, indipendentemente dal fatto che nessuno tocchi più la torre.

Il problema dell’uso pubblico emerge in due direzioni opposte. Nella prima, il termine diventa allarme retorico. “Abbiamo raggiunto un tipping point” finisce per significare, nel lessico mediatico, “ci troviamo in un momento critico”. Se chi legge intende questo, l’espressione perde connessione con il concetto scientifico. Michael Mann, climatologo della Penn State University ora alla University of Pennsylvania, ha più volte criticato l’uso della parola come framing di resa: l’idea che “abbiamo già superato il tipping point, ormai è tardi” è, secondo Mann, una distorsione della scienza che porta a disimpegno, simile nell’effetto alla negazione.

Nella direzione opposta, l’uso scientifico del termine è stato anch’esso contestato come eccessivamente allarmante da una parte della comunità climatica, che osserva come la probabilità, l’ampiezza e la tempistica dei tipping point abbiano bande di incertezza ancora ampie. Il Global Tipping Points Report 2023 coordinato dall’Università di Exeter, con Lenton come autore principale, ha risposto a queste critiche con una sintesi di 200 scienziati che difende l’accuratezza e l’urgenza del concetto, pur riconoscendo la necessità di comunicarlo con precisione.

Il Sesto Rapporto dell’IPCC (AR6, WGI, capitolo 4) tratta i tipping point nella sezione sulle “low-likelihood, high-impact outcomes”: eventi a probabilità bassa o incerta ma con conseguenze potenzialmente gravi e irreversibili. Il rapporto li considera parte del quadro scientifico ma li colloca in una categoria separata rispetto alle proiezioni centrali del riscaldamento, con appropriati livelli di confidenza più bassi.

Tra i cinque tipping elements già nel range di possibilità al riscaldamento attuale, la moria dei coralli tropicali è il più visibile nel breve termine. La Great Barrier Reef ha subito sei eventi di sbiancamento di massa tra il 1998 e il 2024. Lo sbiancamento non è la morte del corallo: è una risposta allo stress termico che, se protratta o ripetuta, può diventare mortale. La soglia scientifica è complessa da definire perché dipende dall’intensità e dalla durata del calore, non solo dalla media annuale. Ma il passaggio tra “stress reversibile” e “cambio di regime ecologico” è il tipo esatto di transizione che il concetto di tipping point descrive.

Il termine “tipping point” ha una tentazione comunicativa incorporata. È una parola che sembra attivare urgenza. Ma se diventa tecnica, accessibile solo agli specialisti, perde la funzione divulgativa. Se diventa generica, accessibile a tutti, perde il contenuto scientifico. Il compito del giornalismo climatico, secondo la letteratura sulla comunicazione del rischio, è tenerla tra i due poli: ogni volta che compare, dovrebbe essere accompagnata dal sistema specifico a cui si riferisce, dalla soglia di temperatura identificata, e dalla scala temporale in cui il cambio di stato si manifesta.

Questa rubrica esplora le parole del clima il cui significato tecnico diverge dalla percezione comune. “Tipping point” aggiunge un meccanismo nuovo: una parola tecnicamente precisa viene trasferita nel linguaggio comune perdendo specificità, e il risultato è una perdita di informazione in entrambe le direzioni, verso l’allarme eccessivo e verso la sottovalutazione.

La prossima volta che leggete “abbiamo raggiunto il tipping point” in un articolo sul clima, la domanda da farsi è una sola: quale sistema fisico, quale soglia di temperatura, e su quale scala temporale?

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