27 Maggio 2026
/ 27.05.2026

La medusa quasi invisibile che preoccupa il Sud-est asiatico

Scoperta a Singapore una nuova cubomedusa del genere Chironex: cosa ci dice sulla biodiversità marina costiera e sui cambiamenti in corso

Trasparente, difficile da individuare in acqua, e appartenente a uno dei generi di meduse più pericolosi del mondo. Nelle acque di Singapore è stata identificata una nuova specie di cubomedusa: Chironex blakangmati, descritta in “Raffles Bulletin of Zoology” da un gruppo di ricercatori della Tohoku University. Una scoperta che solleva domande su come stanno cambiando gli ecosistemi costieri del Sud-est asiatico.

Biodiversità sconosciuta

Fino a oggi il genere Chironex contava tre specie riconosciute: C. fleckeri, tra le meduse più letali al mondo; C. yamaguchii, diffusa tra Giappone e Filippine; e C. indrasaksajiae, descritta in Thailandia nel 2017. Chironex blakangmati è la quarta, e il fatto che sia emersa in un’area urbanizzata e relativamente ben studiata come Singapore ci fa supporre che altre specie potrebbero ancora sfuggire alla nostra conoscenza.

Gli stessi autori dello studio parlano di “lacune sostanziali” nella comprensione della distribuzione delle cubomeduse.

Perché era rimasta invisibile

Il termine cubomedusa (o, più tecnicamente, classe dei Cubozoa) fa riferimento alla caratteristica conformazione di questi animali, dotati di una campana a forma di cubo dai cui vertici si originano i tentacoli.

La biologia della specie spiega in parte il ritardo nella scoperta. La campana di Chironex blakangmati è praticamente trasparente, con lievi tonalità giallastre, e i tentacoli sono sottili e difficili da distinguere in acqua. Gli esemplari raccolti a Sentosa Island erano stati inizialmente classificati come Chironex yamaguchii: solo l’analisi morfologica e genetica ha rivelato che si trattava di una specie distinta, con differenze precise nella forma dei canali del velario, nella disposizione dei tentacoli e nella struttura delle capsule urticanti.

Coste che cambiano, specie che si spostano

La parte più significativa dello studio riguarda forse la distribuzione temporale degli avvistamenti. A Singapore, dopo un caso documentato nel 1974, le segnalazioni di cubomeduse erano diventate rare per quasi quarant’anni. Poi qualcosa è cambiato: tra il 2017 e il 2022 le osservazioni si sono moltiplicate, con avvistamenti a Sentosa, East Coast Park, Lazarus Island e Changi Beach, oltre a episodi di punture che hanno richiesto interventi medici.

Gli autori citano il possibile ruolo di “anomalie nei fattori ambientali”: dalle variazioni delle correnti marine ai cambiamenti climatici. Potrebbe pesare anche la crescita delle attività balneari.

Un rischio sottostimato

Le cubomeduse causano decine di morti ogni anno nel mondo, ma il dato reale è verosimilmente più alto: in molte aree tropicali i casi non vengono registrati correttamente o vengono attribuiti ad altre cause. Il veleno delle specie del genere Chironex agisce rapidamente sul sistema cardiovascolare e nervoso. Chironex blakangmati non è ancora stata studiata in modo approfondito dal punto di vista tossicologico, ma gli autori ritengono plausibile una tossicità simile a quella delle specie affini.

A Singapore la risposta istituzionale è già cominciata: alcune spiagge sono state chiuse temporaneamente dopo avvistamenti e sono stati installati sistemi di allerta pubblica. Ma la gestione del rischio, avvertono i ricercatori, non può prescindere da una conoscenza più solida della specie e della sua distribuzione.

Cosa ci dice questa scoperta

Non sappiamo se questa medusa stia davvero espandendo il suo areale, se fosse già presente da decenni senza essere riconosciuta, o se entrambe le cose siano vere in parte. Quello che sappiamo è che gli ecosistemi marini costieri stanno mutando rapidamente, che la pressione climatica e antropica ne sta alterando equilibri consolidati, e che la nostra capacità di monitorare questi cambiamenti è ancora insufficiente.

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