14 Luglio 2026
/ 14.07.2026

Vacanze in bicicletta, l’estate del sorpasso: oltre 11 milioni di italiani scelgono il cicloturismo

I dati dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio confermano la crescita delle due ruote nel turismo italiano. Aumentano sia i viaggiatori che portano la propria bici sia quelli che la noleggiano sul posto. La sfida ora è costruire reti e servizi adeguati

Undici milioni di italiani in sella sono il segnale che il cicloturismo sta cambiando il modo di trascorrere le vacanze e, insieme, il mercato turistico. L’estate segna un nuovo passo in avanti: cresce chi mette la bicicletta sul portabici prima di partire, ma aumenta ancora di più chi preferisce noleggiarla una volta arrivato a destinazione. Un’evoluzione che allarga la platea dei cicloturisti e rafforza un segmento sempre più rilevante per l’economia dei territori.

Secondo l’Osservatorio Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, saranno oltre 11 milioni gli italiani che durante le prossime vacanze estive utilizzeranno la bicicletta. Una cifra che comprende 4,6 milioni di persone pronte a viaggiare con la propria bici, circa 600 mila in più rispetto al 2023, e 6,6 milioni di vacanzieri che invece sceglieranno il noleggio direttamente nella località di soggiorno, con una crescita superiore al milione rispetto allo scorso anno.

Numeri che raccontano un cambiamento nelle abitudini di viaggio. La bicicletta entra sempre più spesso nei programmi di vacanza anche di chi cerca esperienze all’aria aperta, percorsi nella natura e un rapporto più diretto con i luoghi visitati.

La bici entra nell’offerta turistica italiana

Il cicloturismo sta modificando anche la geografia delle vacanze. Un itinerario in bicicletta porta il visitatore fuori dalle mete più congestionate e distribuisce presenze e consumi lungo territori spesso meno coinvolti dai grandi flussi. Borghi, aree rurali, parchi e piccoli comuni possono diventare tappe di un viaggio costruito intorno al paesaggio e alla scoperta.

Per molte realtà locali si tratta di un’opportunità economica concreta: il cicloturista ha bisogno di strutture ricettive adeguate, punti di assistenza, servizi di noleggio, ristorazione e collegamenti efficienti. Una rete ciclabile è un’infrastruttura per muoversi e, insieme, un elemento che può contribuire a creare nuove forme di sviluppo territoriale.

La crescita della domanda, però, mette anche in evidenza le criticità ancora presenti. In diverse zone del Paese i percorsi sono frammentati, i collegamenti tra ciclovie e trasporto pubblico sono insufficienti e la qualità dei servizi non sempre è uniforme. L’aumento degli utenti rende quindi necessario un salto di qualità nella programmazione.

Investire in percorsi e servizi

Il tema è entrato anche nell’agenda del governo. Durante un recente convegno dedicato ai piccoli borghi, il ministro del Turismo Gian Marco Mazzi ha annunciato la volontà di puntare, accanto ai cammini, anche sul rilancio del cicloturismo.

Una linea sostenuta da Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio, che commentando i dati dell’Osservatorio ha sottolineato come “la bicicletta sia ormai protagonista delle vacanze estive degli italiani e rappresenti una scelta che va ben oltre la pratica sportiva”. Secondo Pinzger, il cicloturismo indica “un nuovo modo di vivere le destinazioni turistiche, più sostenibile, autentico e rispettoso dei territori”.

Per il presidente di Confturismo-Confcommercio la priorità è continuare a investire “nella qualità delle infrastrutture ciclabili, nei servizi dedicati e nella valorizzazione degli itinerari”, così da rendere il cicloturismo un fattore di competitività per l’offerta turistica nazionale e un’opportunità anche per i piccoli comuni.

Una rete ancora da costruire

La crescita del cicloturismo non dipende più soltanto dalla passione di chi pedala. La domanda è già ampia e coinvolge milioni di viaggiatori. La partita ora riguarda la capacità dei territori di organizzarsi: creare collegamenti sicuri, offrire servizi affidabili e costruire itinerari capaci di integrare ambiente, turismo e sviluppo locale.

L’Italia dispone di un patrimonio paesaggistico che ben si presta a questo modello di viaggio. Ma perché la bicicletta diventi davvero una componente stabile dell’offerta turistica servirà passare dai singoli percorsi alla costruzione di una rete nazionale accessibile e funzionale.

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