21 Luglio 2026
/ 21.07.2026

L’Olimpo alla prova dell’Unesco

La montagna che la mitologia greca consacrò a dimora di Zeus è candidata alla lista del Patrimonio mondiale come sito misto, naturale e culturale insieme. Il verdetto è atteso a Seul, mentre le comunità locali oscillano tra orgoglio e timore per un turismo che potrebbe crescere

Con i suoi 2.918 metri, l’Olimpo è la vetta più alta della Grecia e, da secoli, molto più di un rilievo geografico: la leggenda vi colloca la reggia di Zeus e delle dodici divinità dell’antichità. Attorno alla montagna vivono specie rare di flora e fauna e sopravvivono monumenti che ne intrecciano la storia con il mito. Su questo doppio valore, ambientale e culturale, si fonda la richiesta di inserimento nella lista dell’UNESCO, presentata dalla Grecia già nel 2014 e destinata a essere esaminata nella sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale, in programma a Seul dal 19 al 29 luglio.

Il percorso, però, non è stato lineare. Gli organismi consultivi dell’UNESCO (l’IUCN per la parte naturalistica e l’ICOMOS per quella culturale) hanno chiesto integrazioni al dossier: servono prove più solide sul rilievo geologico, sulla biodiversità e sui processi ecologici dell’area. Sul fronte culturale, gli esperti hanno suggerito di allargare la candidatura al sito archeologico di Dion, ai piedi del massiccio.

“L’Olimpo è la nostra vita”

Per chi abita quelle valli il legame con la montagna è quotidiano. “L’Olimpo è la nostra vita. È il luogo in cui siamo cresciuti, quello che vediamo ogni giorno”! racconta il sindaco di Dio-Olimpo, Evangelos Geroliolios, che ricorda come la montagna custodisca “mito, storia, biodiversità e un enorme significato culturale”. Un eventuale riconoscimento, aggiunge, andrebbe oltre i confini nazionali e riguarderebbe il mondo intero, ma porterebbe con sé responsabilità più grandi nella tutela dell’ambiente.

Il nodo del turismo

Proprio la protezione dell’ecosistema è il punto più delicato. L’iscrizione nella lista potrebbe attrarre nuovi visitatori, ma imporrebbe anche una gestione più rigorosa. “La domanda è quante persone questa montagna e questo ecosistema possano sostenere”, avverte Babis Marinidis, alpinista e presidente del club escursionistico di Litochoro, che segnala come già oggi le regole, dai divieti di campeggio a quelli di balneazione nelle zone sensibili, vengano spesso ignorate.

Ogni anno l’Olimpo richiama migliaia di escursionisti da tutto il mondo, attratti da un ambiente tanto spettacolare quanto insidioso, tra cambi di tempo improvvisi e percorsi impegnativi. Per gli abitanti di Litochoro, comunque, il verdetto di Seul avrebbe soprattutto un valore simbolico. “L’Olimpo non è qualcosa che scopriamo ora. Da sempre è la fonte di vita del nostro paese”, riassume Stavroula Vourou, titolare di un albergo della zona.

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