27 Maggio 2026
/ 27.05.2026

Aria inquinata: già ad aprile molte città italiane oltre i limiti Ue del 2030

ISDE Italia lancia l'allarme sui livelli di PM10, PM2.5 e biossido di azoto nelle aree urbane e chiede un'accelerazione delle politiche di mobilità e riduzione delle emissioni

A pochi mesi dall’inizio del 2026, molte città italiane risultano già oltre – o pericolosamente vicine – ai nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria che entreranno in vigore nel 2030. È quanto emerge dall’analisi pubblicata da ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, che richiama l’attenzione sui livelli ancora troppo elevati di PM10, PM2.5 e biossido di azoto nelle aree urbane.

La situazione è particolarmente critica nella Pianura Padana e nei grandi centri urbani, dove traffico veicolare, riscaldamento domestico e attività produttive continuano a pesare in modo determinante sulla qualità dell’aria respirata ogni giorno da milioni di persone.

“La nuova Direttiva europea rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica”, sottolinea Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia, “ma i dati dimostrano che senza interventi strutturali molte città rischiano di non riuscire a rispettare i parametri previsti entro il 2030“.

Non è solo una questione ambientale. L’Associazione Medici per l’Ambiente ricorda come l’inquinamento atmosferico sia associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurologiche, oltre a rappresentare uno dei principali fattori di mortalità prematura in Europa.

Per invertire la rotta, ISDE Italia indica alcune priorità: ridurre il traffico privato motorizzato, rafforzare il trasporto pubblico, sviluppare la mobilità attiva, efficientare gli edifici dal punto di vista energetico, eliminare progressivamente le fonti fossili e incrementare il verde urbano. Un programma ambizioso che richiede la volontà politica di agire a tutti i livelli istituzionali.

“Il confronto dei dati attuali con quelli dello scorso anno mostra con chiarezza che, senza un cambiamento immediato e sostanziale delle politiche sull’inquinamento dell’aria, non sarà possibile rientrare nei parametri della Direttiva europea entro il 2030, né prevenire gli effetti sanitari conseguenti”, avverte Paolo Bortolotti, coordinatore del progetto “Cambiamo aria”. “Bisogna sollecitare le amministrazioni a tutti i livelli perché si adoperino in tal senso”.

“La qualità dell’aria deve diventare una priorità sanitaria oltre che ambientale”, conclude ISDE Italia, “perché i costi umani, sociali ed economici dell’inquinamento sono enormemente superiori agli investimenti necessari per prevenirlo”.

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